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lunedì 18 aprile 2011

Cina & Co.

Articolo tratto da Rinascita (http://www.rinascita.eu), da quest'articolo in poi articoli anche sulla pagina fan di Facebook su "Il Mondo Futuro".

Buone nuove dalla Cina. (Per i “globalizzatori”, però, sono cattive). La “Banca popolare cinese” - la stessa che nel mondo acquista a man bassa i debiti pubblici, ultimo, quello spagnolo: poi tocca a noi... e che ha le sue riserve zeppe di dollari-carta straccia - ha deciso un secco rastrellamento della liquidità.
Complice il suo 9,7 per cento di crescita economica annua, dietro l’angolo di Pechino sta bussando un mostro ben conosciuto in Occidente: l’inflazione. Un mostro che, se non governato, porrebbe nuove minacce alla stabilità sociale, già assai precaria in un sistema anomalo che esclude sia pensioni e assistenza al commercio e sia garanzie di qualità del lavoro e di equilibrio tra redditi e produzione. E, al contrario, un mostro che, se frenato, come sembra oggi la linea di Pechino, frena appunto la liquidità, arresta i prestiti e gli investimenti sia delle imprese che delle famiglie.
Fatto sta che non soltanto la produzione ma anche la crescita dei prezzi al consumo (+5,4% a marzo) sta mettendo su un delicato crinale la politica monetaria cinese.
La decisione della Banca centrale di aumentare fino al 20,5% l’ammontare dei fondi di riserva di liquidità delle banche (quarto aumento in pochi mesi) è mirato a frenare la corsa (+37% in un quadrimestre) dei mutui per l’acquisto di immobili. Si badi bene: la proprietà della casa era stata esclusa ex lege per mezzo secolo dal sistema comunista.
Ma non potrà che rallentare anche il vasto programma infrastrutturale (servizi, trasporti, telecomunicazioni, strade, ferrovie, porti) previsto dal governo di Pechino.
Chissà. Forse questi problemi interni rallenteranno l’assalto cinese alle economie delle altre nazioni.

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