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mercoledì 13 luglio 2011

Giappone, svolta del premier "Futuro senza nucleare"

Articolo tratto da "la Repubblica" (http://www.repubblica.it)

Dopo l'incidente di Fukushima il primo ministro Naoto Kan annuncia che il Paese ridurrà progressivamente il ricorso all'atomo: "Dobbiamo concepire una società che possa farne a meno". E sui reattori della centrale: "Potrebbero volerci oltre dieci anni per smantellarli"

TOKYO - Il premier giapponese Naoto Kan ha dichiarato che il Giappone deve ridurre la propria dipendenza dell'energia nucleare e puntare verso una società in grado di farne a meno. Tenuto conto della gravità dell'incidente di Fukushima, "non si può più sostenere che la politica condotta fino ad oggi garantisca la sicurezza dello sfruttamento dell'energia nucleare. Dobbiamo concepire una società che possa farne a meno", ha spiegato Kan in conferenza stampa. Parlando del disastro di marzo, il primo ministro ha affermato che "ci potrebbero volere cinque, dieci anni o anche più per il definitivo smantellamento dei reattori della centrale".

"Riduzione a favore delle energie rinnovabili". Secondo il capo del governo nipponico è necessario rivedere i fondamentali della politica energetica del Paese che, prima dell'incidente alla centrale nucleare, prevedeva un aumento della quota di elettricità fornita dal nucleare fino al 50% entro il 2030, contro il 30% nel 2010. Kan è a favore di una "riduzione progressiva" della quota nucleare a favore delle energie rinnovabili, solare, eolico e da biomassa, con l'obiettivo finale di un abbandono completo del nucleare.

In Giappone ci sono attualmente 54 reattori, di cui solo 19 in funzione: gli altri 35 sono fermi, alcuni a causa del terremoto, altri per manutenzione. Un blocco che, ha spiegato il premier, assicura comunque una produzione energetica sufficiente sia per l'estate sia per l'inverno. Il governo ha imposto che prima di essere riavviati vengano sottoposti a nuovi e severi test di resistenza ad eventi catastrofici naturali. Il dibattito su una legge quadro sulle energie rinnovabili dovrebbe cominciare domani in Parlamento.

(13 luglio 2011) © Riproduzione riservata

martedì 5 luglio 2011

Giappone, si dimette il neo-ministro per la Ricostruzione

Articolo tratto da Peace Reporter (http://it.peacereporter.net)

Si era rifiutato di stringere la mano al governatore di una prefettura colpita dallo tsunami, suscitando indignazione popolare

Dopo solo una settimana dalla sua nomina, il ministro giapponese per la Ricostruzione, Ryu Matsumoto, ha rassegnato le proprie dimissioni. Le modalità con cui egli aveva iniziato a gestire i rapporti con i governatori delle regioni colpite dal terremoto e dallo tsunami del marzo scorso hanno suscitato indignate reazioni nell'opinione pubblica, scatenatasi sul web.

In un primo tour in qualità di neo-ministro, Matsumoto si era era recato in visita nelle prefetture colpite dallo tsunami di Iwate e Miyagi, ma il suo comportamento è stato giudicato alquanto spiacevole. Il ministro si rifiutò di stringere la mano del governatore di Miyagi come segno di protesta dal momento che quest'ultimo lo avrebbe fatto attendere qualche minuto prima di presentarsi. A Takuya Tasso, invece, governatore di Iwate, Matsumoto disse che il governo "avrebbe aiutato solo le regioni che avessero presentato delle proposte". In conferenza stampa, in seguito, aveva assunto toni minacciosi nei confronti dei giornalisti, intimati di non diffondere le sue dichiarazioni, pena la chiusura delle loro redazioni.

Le Tv hanno trasmesso le dichiarazioni del ministro 60enne, e la dura reazione dell'opinione pubblica non si è fatta attendere. Sul web e non solo, si sono moltiplicate le richieste di dimissioni, arrivate infine oggi, in una conferenza stampa a Tokio, con queste parole: "Vorrei scusarmi per aver offeso le persone che vivono nelle aree disastrate. Pensavo di essere stato vicino emotivamente alle vittime del disastro, ma mi sono mancate le parole giuste e i miei commenti sono stati troppo duri".

Le dimissioni di Matsumoto colpiscono un governo già in difficoltà. Il ministero per la Ricostruzione è una creazione recente dell'impopolare premier Naoto Kan, che attraverso l'istituzione del dicastero cercava di smorzare le frequenti critiche alla sua gestione dei disastri che hanno colpito il Paese.