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mercoledì 29 febbraio 2012

Corea del Nord, sì alla moratoria in cambio di cibo e aiuti Usa

da www.repubblica.it

Lo ha annunciato il Dipartimento di Stato. Pyongyang permetterà agli ispettori Aiea di verificare lo stop ai test missilistici e all'arricchimento dell'uranio nella centrale di Yongbyon. Sbloccato un pacchetto da 250mila tonnellate di aiuti americani. E' il primo risultato della ripresa dei colloqui dopo la morte di Kim Jong-il. Obiettivo: riprendere il negoziato sul disarmo

WASHINGTON - La Corea del Nord ha accettato una moratoria sui test missilistici a lungo raggio e sulle attività nucleari e di arricchimento dell'uranio nel sito di Yongbyon. La notizia, confermata anche dall'agenzia nord coreana KCNA, è stata annunciata dal portavoce del dipartimento di Stato americano, Victoria Nuland, aggiungendo che Pyongyang ha inoltre dato via libera al ritorno degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) per verificare e monitorare la moratoria sul nucleare. Soddisfazione sud coreana per l'accordo tra Stati Uniti e Nord Corea. Decisamente meno entusiasta Hillary Clinton: per il segretario di Stato Usa, si tratta solo di "un modesto primo passo" anche se "nella giusta direzione".

Victoria Nuland ha spiegato che la Corea del Nord ha disabilitato il reattore nucleare di Yongbyon. Washington ha fatto sapere infine che funzionari degli Stati Uniti incontreranno rappresentanti della Corea del Nord per pianificare gli ultimi dettagli della consegna di un pacchetto da 250mila tonnellate di aiuti alimentari. Secondo l'agenzia KCNA, la decisione del regime nord coreano è stata adottata, in risposta a una richiesta americana, "per mantenere un'atmosfera positiva" intorno al dialogo ad "alto livello" con gli Usa. Le due rappresentanze diplomatiche si sono incontrate la scorsa settimana a Pechino.

Nel comunicato emesso dal Dipartimento di Stato si legge che "gli Stati Uniti restano preoccupati per l'atteggiamento della Corea del Nord
in molti campi, ma l'annuncio di oggi riflette importanti, seppur limitati, progressi nell'approccio ad alcuni di essi". Washington ribadisce di non aver mai avuto intenzioni ostili nei riguardi di Pyongyang e di essersi preparata a intraprendere passi per migliorare i rapporti bilaterali e accrescere gli scambi tra i rispettivi popoli.

Quello di Pechino è stato il primo negoziato tra Usa e Nord Corea dalla scomparsa del leader Kim Jong-il, lo scorso dicembre. L'inviato speciale americano per la Corea del Nord, Glyn Davies, aveva anticipato ai media che i colloqui hanno portato qialche progresso su temi come la non proliferazione nucleare, la domanda nord coreana di cibo e aiuti e altre aree al centro delle tensioni regionali. I colloqui mirano a porre le basi per una ripresa del negoziato a sei sul disarmo, entrato in crisi dopo il deterioramento dei rapporti tra le due Coree a seguito degli attacchi portati dal Nord contro il Sud nel 2010. Washington si è anche impegnata, una volta ripresi i colloqui a sei, a dare priorità allo stop alle sanzioni contro Pyongyang.

Appresa la notizia dell'accordo, la Corea del Sud ha espresso l'auspicio di nuovi passi nord coreani per la riapertura del negoziato sul disarmo. Il Giappone, a sua volta, si è detto pronto a lavorare duramente assieme a Stati Uniti, Corea del Sud e agli altri paesi interessati per lo stesso obiettivo.

(29 febbraio 2012) © Riproduzione riservata