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martedì 29 maggio 2012

Pechino prepara un nuovo piano di stimolo per l'economia a base di opere pubbliche

da www.ilsole24ore.com

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SHANGHAI – A giudicare dal rimbalzino di oggi, i mercati internazionali sembrano pronti a scommettere sull'imminente lancio di un piano di stimolo economico da parte del Governo cinese. Probabilmente, hanno ragione. A Pechino, infatti, le indiscrezioni circolate nell'ultima settimana sull'arrivo di un pacchetto di misure fiscali imperniato sul rilancio delle opere pubbliche e dei grandi lavori trovano sempre maggiori conferme.
Il via libera definitivo alla manovra di sostegno alla crescita economica, che ad aprile ha segnato ancora il passo (secondo i criteri cinesi, perché quasi tutte le voci del Pil continuano a espandersi a tassi a due cifre ma a una velocità inferiore rispetto ai mesi precedenti), sarebbe arrivato da una riunione del Consiglio di Stato svoltasi il 23 maggio.
Sul tappeto restano però due incognite: l'entità e le modalità del piano di rilancio della congiuntura. Sul primo punto, gli analisti e gli osservatori sono concordi nel ritenere che il pacchetto di stimolo prossimo venturo avrà una portata sensibilmente inferiore rispetto alla super-manovra da 600 miliardi di dollari varata dal Dragone nell'inverno 2008-2009 per contrastare sul piano domestico gli effetti della grande crisi finanziaria internazionale.
«Probabilmente, la massiccia iniezione di fondi pubblici di tre anni fa arrecò più danni alla crescita economica di lungo termine del Paese, rispetto ai benefici ciclici ottenuti nel breve periodo», avverte Dong Tao, economista di Credit Suisse. Con queste premesse, Tao stima che la manovra di stimolo attesa per il secondo semestre 2012 si aggirerà tra mille e 2mila miliardi di yuan, vale a dire che il suo ammontare massimo sarà pari alla metà di quella del 2009.
Per quanto riguarda le modalità del piano di sostegno alla crescita economica, sempre stando alle indiscrezioni di stampa e alle previsioni degli esperti, la parte del leone toccherebbe agli investimenti in opere infrastrutturali. La ragione è semplice: come testimonia l'esperienza di tre anni fa, l'apertura di nuovi cantieri per i grandi lavori pubblici è lo strumento più efficace per stimolare la domanda aggregata. Almeno nel breve periodo.
In questo quadro, più che varare nuovi progetti da zero, è probabile che Pechino acceleri la realizzazione di una serie di opere infrastrutturali già decise e approvate dagli organi competenti.
La lista dei grandi lavori pubblici pronti nella pipeline del Governo cinese è lunga e composita. Si va dall'energia: a maggio è stata approvata la costruzione di oltre 30 centrali eoliche e di una dozzina di centrali idroelettriche. Ai trasporti: Pechino ha già dato semaforo verde alla realizzazione di migliaia di chilometri di nuove strade, ferrovie e metropolitane e di 4 aeroporti nell'Ovest del paese. Dal trattamento delle acque e dei rifiuti, all'edilizia popolare e le infrastrutture rurali.
Il piano di stimolo all'economia, inoltre, dovrebbe contenere misure a favore del credito alle piccole e medie imprese; incentivi ai consumi in settori chiave come gli elettrodomestici e i materiali da costruzione; detassazione degli utili societari.

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