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mercoledì 26 dicembre 2012

Giappone, Shinzo Abe eletto primo ministro

da www.repubblica.it


Il nuovo premier eletto a grande maggioranza la settimana scorsa nomina il suo gabinetto. Priorità all'economia, per risollevare il Paese in crisi per la deflazione e lo Yen forte. Vola la borsa di Tokyo




Shinzo Abe è stato eletto oggi primo ministro del Giappone dalla maggioranza dei deputati, dieci giorni dopo la schiacciante vittoria del partito liberal-democratico (Pld, destra) alle elezioni anticipate. Considerato un "falco", Abe, 58 anni, ha ottenuto 328 voti su 478, tornando così per la seconda volta alla guida del Paese, dopo il 2006-2007, ma stavolta in una fase di crisi economica e deterioramento delle relazioni diplomatiche, in particolare con la Cina.

Per la nomina del premier si è votato anche nella Camera alta, ma qui il partito liberal democratico è più debole e Abe è stato eletto solo alla seconda votazione.

Nel 2007 Abe si dimise per problemi di salute, che però ha assicurato che non costituiscono più un problema. La sua campagna elettorale è stata incentrata sull'economia, promettendo interventi aggressivi, favorendo politiche espansive sia da un punto di vista monetario sia da un punto di vista della spesa pubblica.

Il premier neo eletto ha puntato sullo scontento degli elettori, promettendo di ripristinare la crescita e di affrontare il problema del crescente debito, oltre che di portare avanti il piano per la ripresa dopo il devastante terremoto dello scorso anno, con lo tsunami e la conseguente crisi nucleare.

Altro nodo centrale della campagna di Abe è stato il suo desiderio di far giocare al Giappone un importante ruolo nel panorama delle potenze mondiali; in particolare si tratta di un concetto particolarmente caro agli elettori preoccupati che il Paese stia assumendo un ruolo di secondo piano rispetto alla Cina, sia dal punto di vista economico che diplomatico. Abe ha promesso di scendere in campo contro Pechino nell'ambito della disputa territoriale per le isole contese Senkaku-Diaoyu e di rafforzare l'alleanza sulla sicurezza con Washington.

Come ministro delle finanze, Abe ha scelto l'ex premier Taro Aso, mentre l'ex ministro al commercio Akira Amari sarà a capo di una task force per la ripresa economica. Il nuovo gabinetto avrà il difficile compito di affrontare l'emergenza deflazione che da anni danneggia l'economia nipponica.

E la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dell'1,49% e ai massimi degli ultimi 9 mesi dopo l'elezione. L'indice Nikkei si è attestato a quota 10.230,36 punti,il livello più alto dalla chiusura del 27 marzo scorso quando era arrivato a 10.255,15. L'indice Topix ha guadagnato l'1,2% chiudendo a quota 847,71.

A trainare il mercato nipponico e in particolare i titoli dell'export come la Sony è stata la flessione dello yen, arrivato ai minimi degli ultimi 20 mesi sul dollaro in previsione di una politica monetaria e fiscale più aggressiva da parte del nuovo premier.
26 dicembre 2012

lunedì 10 dicembre 2012

Il Giappone va alle urne in recessione

da www.ilsole24ore.com


Il Giappone va alle urne in recessione (Reuters)Il Giappone va alle urne in recessione (Reuters)
Un Paese in recessione va alle urne mentre soffiano venti di populismo, tra le disaffezione degli elettori per i partiti tradizionali: il premier - dopo poco più di un anno di Governo - decide di convocare elezioni anticipate subordinando però le sue dimissioni all'approvazione di una importante legge finanziaria ma rinunciando all'attesa riforma della squilibrata legge elettorale in vigore.
Suona familiare? Il Paese in questione è il Giappone, che da oggi si può definire in recessione tecnica, corrispondente alla definizione generica di due trimestri consecutivi di Prodotto interno lordo a passo di gambero. Se infatti il Pil del terzo trimestre 2012 è stato confermato in contrazione dello 0,9% sul trimestre precedente (-3,5% annualizzato), il dato sul secondo trimestre è stato rivisto al ribasso a una lieve contrazione dello 0,03% (rispetto a un dato preliminare di crescita dello 0,1%).
Il 16 dicembre si tengono le elezioni per la Camera Bassa, dopo che il primo ministro Yoshihiko Noda ha deciso a metà novembre di convocare il popolo alle urne anticipatamente, come promesso già dall'estate scorsa quando ottenne il consenso dell'opposizione al piano per una aumento progressivo dell'imposta sui consumi a partire dal 2014.
Tra i dati rilasciati oggi, due di essi sono migliori delle previsioni: il suprplus delle partite correnti in ottobre è sceso solo del 29,5% rispetto a un anno fa a circa 377 miliardi di yen, mentre la fiducia nel settore dei servizi è migliorata a novembre (ma non quella dei consumatori). A questo punto, si rafforzano le aspettative che la Banca del Giappone, già il 20 dicembre prossimo, possa decidere qualche ulteriore mossa di allentamento della politica monetaria. L'attuale capo dell'opposizione e probabile futuro premier, il leader del partito liberaldemocratico Shinzo Abe, ha fatto delle pressioni sulla banca centrale (per una politica più aggressiva) uno dei punti-chiave della campagna elettorale in corso.