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martedì 26 marzo 2013

Corea del Nord in assetto da guerra. Bersagli: gli Usa, le Hawaii e Guam

da www.ilsole24ore.com


Kim Jong-un (Afp)Kim Jong-un (Afp)
Le forze armate norcoreane sono in «assetto da combattimento» avendo per obiettivo gli Stati Uniti: lo riporta l'agenzia ufficiale Kcna, secondo cui il target sono «le basi Usa continentali, delle Hawaii e di Guam». Nel comunicato si legge che «da questo momento il comando supremo dell'Esercito Popolare di Corea» ha ordinato che «tutte le unità di artiglieria, comprese quelle a lungo raggio e le unità missilistiche strategiche» siano pronte a colpire.
Il ministero della Difesa di Seul per il momento non ha segnalato nulla che lasci intuire attività non di routine oltre il 38esimo parallelo. In queste settimane Corea del Sud e Stati Uniti stanno svolgendo una serie di esercitazioni congiunte «in chiave difensiva», un fattore, insieme alle nuove sanzioni imposte sul Nord che ha contribuito ad accrescere la tensione della regione. Nelle scorse settimane il regime guidato da Kim Jong-un ha annunciato di aver stracciato l'armistizio raggiunto 60 anni fa con il Sud. In passato Pyongyang aveva già minacciato di attaccare con armi atomiche sia gli Stati Uniti che la Corea del Sud, ma secondo diversi analisti militari il regime non disporrebbe di missili in grado di trasportare una testata nucleare fin sul suolo americano.
Kim Jong-un, a seconda delle biografie 29 o 30 anni, è il più giovane capo di Stato del pianeta ed è succeduto a suo padre Kim Jong-il dopo la scomparsa di quest'ultimo nel 2011. È il più giovane dei suoi tre figli e, come dimostra l'incertezza sulla sua vera età, di lui si sa poco tranne che la sua salita al potere ha esacerbato le tensioni tra Pyongyang e Washington e tra Pyongyang e Seul. Uno dei fattori che potrebbe aver contribuito a far salire le tensioni negli ultimi mesi sono le nuove leadership installatesi in Corea del Sud, Giappone e Cina, ovvero i tre vicini della Corea del Nord. Anche in passato la salita al potere di nuovi leader nei Paesi confinanti aveva spinto Pyongyang ad assumere un atteggiamento militarmente più assertivo.

lunedì 18 marzo 2013

Premio Pritzker, a Toyo Ito il Nobel dell'architettura

da www.ilsole24ore.com


Premio Pritzker, a Toyo Ito il Nobel dell'architetturaPremio Pritzker, a Toyo Ito il Nobel dell'architettura
I suoi progetti traggono ispirazione dalla natura, «dall'aria, dall'acqua e dal vento». Per lui l'architettura «non è uno strumento» ma «un luogo d'incontro per i sentimenti delle persone». In quarant'anni di attività professionale si è distinto tra i più influenti architetti internazionali ma non si può certo definire una star. All'età di 71 anni, Toyo Ito ha vinto il Premio Pritzker, il Nobel dell'architettura assegnato dalla Hyatt Foundation.
La fondazione, che fa capo agli Hyatt Hotels e che investe nell'architettura mancando questo settore creativo tra i premi Nobel, sceglie ogni anno un architetto vivente che con le sue opere sappia combinare qualità, visione e impegno, contribuendo a realizzare opere significative per l'umanità e l'ambiente. A lui va un premio di 100mila dollari. In più di trent'anni di attività la Fondazione ha premiato architetti come Philip Johnson (1979), James Stirling (1981), Hans Hollein (1985), Kenzo Tange (1987), Frank Gehry (1989), Aldo Rossi (1990) e Renzo Piano (1998) fino ai più recenti Jean Nouvel (2008), Peter Zumthor (2009) e Wang Shu (2012).
In questa edizione il premio è stato assegnato al Giappone. Toyo Ito, maestro di numerosi altri architetti orientali già molto influenti, ha iniziato la sua carriera con piccoli edifici, case e padiglioni, ma ha poi costruito numerosi landmark in Giappone e non solo. Ha realizzato decine di architetture che si distinguono per la leggerezza strutturale e l'uso di tecnologie innovative. Ha firmato il progetto per Tod's a Tokyo, un museo dell'architettura nell'Isola Omishima nei pressi del mare di Seto e un edificio multifunzionale a Barcellona. A Taiwan ha costruito uno stadio solare, il Dragon Stadium, che con più di 8mila pannelli fotovoltaici ha bisogno solo di sei minuti di esposizione al sole per alimentarsi di energia necessaria alla sua "accensione". Come designer ha stretto rapporti con tante aziende come Alessi, Electrolux e Horm.
Toyo Ito non è l'architetto che ama la spettacolarizzazione e ha lavorato molto sul ruolo del progetto per la qualità della vita delle persone. È stato particolarmente impegnato nella ricostruzione post tsunami, anche allestendo all'ultima Biennale di Architettura di Venezia un padiglione dedicato alla casa per tutti (home for all) dove ha anche vinto il Leone d'oro.
Riconosciuto per aver sperimentato nuove relazioni possibili tra involucro e struttura Toyo Ito ha cercato di fondere l'approccio organico, naturale, con la ricerca tecnologica. Suo obiettivo è fare in modo che i suoi progetti, una volta costruiti, siano contestualizzati e si integrino al meglio anche grazie a elementi immateriali e mobili. «Ogni volta che concludo un edificio - ha spiegato Toyo Ito - mi sento dolorosamente consapevole della mia inadeguatezza, sensazione che in ogni occasione cerco di convertire in energia da investire nel progetto successivo». In questo senso «non potrò mai dare senso compiuto al mio stile architettonico, né essere pienamente soddisfatto con le mie opere».

venerdì 15 marzo 2013

Cina, Li Keqiang nuovo premier. Riformista prudente che ha studiato all'estero

da www.repubblica.it

Li Keqiang, un tecnocrate riformista che si è formato all'estero, è stato nominato dall'Assemblea nazionale del popolo. Sarà anche superministro dell'economia e avrà il compito di mantenere i contatti internazionali

PECHINO - Li Keqiang è stato eletto premier dall' Assemblea Nazionale del Popolo, si è così concluso il cambio di potere in Cina dopo l'elezione, ieri, del presidente Xi Jinping. Li Keqiang, 58 anni, è considerato un tecnocrate e un riformista estremamente prudente. La sua carriera politica è stata sostenuta dall' ex-presidente Hu Jintao che, secondo alcuni, lo avrebbe voluto come successore al vertice del Partito e dello Stato cinesi.

Membro dal novembre scorso del Comitato permenente dell' ufficio politico (Cpup) comunista - considerato il "vero" governo della Cina - Li, come il suo predecessore Wen Jiabao, avrà il ruolo di "superministro" dell'economia e quello di mantenere i contatti con gli interlocutori della Cina a livello internazionale. Li parla un buon inglese, ha studiato all' estero ed è ritenuto un esperto dei processi di urbanizzazione.

Su di lui grava l'ombra della crisi dell'Aids che si è verificata negli anni Novanta nella provincia dell'Henan, nella quale aveva un ruolo dirigente. Migliaia di contadini contrassero il mortale virus HIV attraverso le vendita di sangue agli ospedali della provincia, che trascuravano le elementari norme di sicurezza. Le vendite del sangue erano attivamente sostenute dal governo provinciale. Domenica, Li Keqiang dovrebbe tenere la sua prima conferenza stampa, aperta ai giornalisti stranieri.
(15 marzo 2013)

venerdì 8 marzo 2013

Corea, l'incubo di un attacco atomico

da www.repubblica.it

Il regime di Pyongyang rompe i rapporti con il Sud, chiude la linea "rossa" e minaccia la guerra. La Cina cerca di mediare dal nostro corrispondente GIAMPAOLO VISETTI


PECHINO  -
Le nuove sanzioni Onu contro il regime di Pyongyang rischiano di far esplodere il fragile equilibrio nella penisola coreana e di far precipitare il Pacifico nell'incubo di un attacco atomico. Il "giovane leader" Kim Jong-un ha rotto il trattato di non aggressione con Seul, firmato nel 1991 e non sempre rispettato, che impegnava i due Paesi alla soluzione pacifica delle controversie e alla prevenzione da incidenti militari. La Corea del Nord ha tagliato anche la "linea rossa" con il Sud, che collegava direttamente i telefoni dei due governi. Dal 1971, data della sua attivazione, è la terza volta che la "linea rossa" viene interrotta nel villaggio di Panmunjeom, sul confine militarizzato lungo il 38° Parallelo. L'agenzia di Stato "Kcna" ha avvisato che "ormai non c'è più nulla di cui parlare" e che "quello che resta da fare è regolare i conti solo con la forza fisica".

Kim Jong-un, che giovedì aveva minacciato un "attacco nucleare preventivo contro gli Stati Uniti e qualsiasi altra potenza ostile", ha preannunciato una "guerra totale in stile coreano". Parlando alle sue truppe sull'isola di Ma, Kim ha invitato l'esercito ad "essere pronto in qualsiasi momento" e ha avvertito che "la minima provocazione si tradurrà in un ordine immediato di sostanziale avanzata lungo la linea di frontiera".

E' l'ennesima minaccia di invasione del Sud, con il quale dal 1953 non è mai
stato firmato un accordo di pace, ma questa volta la reazione di Seul è stata di massimo allarme. "Se il Nord attaccherà con armi nucleari  -  ha detto il ministro della Difesa  -  il regime di Kim Jong-un causerà la propria distruzione e scomparirà dalla terra". A tentare di raffreddare l'alta tensione diplomatica è intervenuta la Cina, il più potente alleato di Pyongyang, da cui giovedì ha però preso le distanze dando il via libera alle sanzioni delle Nazioni Unite. Pechino ha sollecitato "tutte le parti in causa a dar prova di calma e moderazione e a evitare iniziative che potrebbero aggravare la tensione". Un monito a Pyongyang a desistere da un'esibizione di forza, come il lancio di un altro missile a lungo raggio, un quarto test atomico, o un attacco al Sud simile a quello del dicembre di due anni fa. La nuova leadership cinese ha fatto però capire anche di non gradire le maxi-esercitazioni navali in corso tra Washington e Seul, avviate ai primi di marzo e destinate a concludersi a fine aprile.

Quello della Corea del Nord è invece un ultimatum e scade lunedì, quando le manovre Usa-Sud entreranno nella fase "Key-Resolve", simulazione al computer su scenari di guerra che prevedono un'azione delle forze nordcoreane. Pyongyang pretende la sospensione delle esercitazioni, "altrimenti la guerra nucleare da parte degli Usa verrà affrontata esercitando il diritto di attacchi atomici". La retorica bellica, nella penisola coreana, è una costante da sessant'anni. Lo scenario internazionale e la fragilità del potere di Kim Jong-un inducono però il resto del mondo ad una preoccupazione senza precedenti.

La Casa Bianca ha alzato il livello d'allame in tutte le basi del Pacifico e ha ricordato che "in ogni caso gli Usa sono nelle condizioni di neutralizzare un attacco missilistico di Pyongyang". La Ue, tramite la commissaria agli Esteri Catherine Ashton, ha ammonito il Nord di "rinunciare ad ulteriori azioni provocatorie". Lunedì si riunirà il consiglio dei ministri europei, decisi a nuove pressioni, mentre Berlino chiede subito ulteriori sanzioni. In allerta tutte le cancellerie del G20, da Tokyo a Mosca, che sottolineano come "il regime nordcoreano dovrà assumersi la responsabilità di minacce e azioni di guerra". Oltre la tensione post-sanzioni Onu e l'imprevedibilità di Kim Jong-un, resta il problema della corsa nucleare di Pyongyang, motore e alibi del più vasto riarmo asiatico. Dopo sei decenni nessuno sa ancora come uscire dalla "guerra sospesa" tra le due Coree e il "giovane leader" potrebbe non avere alternative alla rottura dello stallo.
 
(08 marzo 2013)