Il mio blog principale: http://mikelogulhi.blogspot.com
Il blog centrale in italiano (dove puoi vedere, a destra, quali sono gli ultimi blog in italiano aggiornati): http://ilmondofuturo.blogspot.com

domenica 21 luglio 2013

Giappone al voto sull'Abenomics

da www.ilsole24ore.com


TOKYO. Dal nostro inviato
Come nel dicembre scorso, quando stravinse le elezioni per la Camera Bassa che lo condussero alla guida del Governo, Shinzo Abe sceglie il quartiere di Akihabara a Tokyo per l'ultimo comizio prima del voto che oggi rinnoverà metà della Camera Alta e, secondo tutti i pronostici, dovrebbe dargli la maggioranza assoluta anche nel secondo ramo della Dieta: un voto che gli consentirà di governare per tre anni senza troppi intralci parlamentari e senza insidiosi appuntamenti con le urne.
Sono in tanti i sostenitori venuti ad Akihabara, zona simbolo delle culture giovaniliste incomprensibili agli adulti conservatori (gadget elettronici, manga, anime, cosplay e così via), che stranamente il Partito Liberaldemocratico di Abe è riuscito a espugnare proprio sul piano dei simboli. Il merito iniziale va all'ex premier e ora ministro delle Finanze Taro Aso, che ha costruito una parte della sua immagine politica come cultore dei manga. Un fatto biasimato pubblicamente dai veri big del settore, come Hayao Miyazaki, di cui proprio nella stessa serata debutta nei cinema l'ultimo capolavoro (Kaze Tachinu, si leva il vento), una delicata storia ambientata nel Giappone degli anni Venti e Trenta indirizzato verso la guerra. Aso manda un messaggio da Mosca, dove si trova per il G-20, e strappa applausi transcontinentali.
Poco dopo arriva Shinzo Abe per la sua ultima fatica elettorale: ha girato in modo frenetico per tutto il Paese, spingendosi fino alla remota isola di Ishigaki, da cui dipendono sul piano amministrativo le isolette Senkaku, che la Cina rivendica in modo sempre più aspro. Lì aveva preannunciato un Giappone più deciso in politica internazionale e pronto ad aumentare le sue capacità di difesa. Ad Akihabara utilizza toni relativamente soft e alla fine la folla gli tributa una ovazione personale («Premier Abe! Premier Abe!»).
Sia stato per merito suo o per demerito di una opposizione per molti versi allo sbando, è riuscito a fare della campagna elettorale un referendum sull'Abenomics, che in moltissimi vedono senza alternative valide. Gli stessi leader dei partiti a lui avversi avevano iniziato criticando le politiche economiche del premier come troppo favorevoli ai ricchi e alle imprese e poco vantaggiose per la generalità dei cittadini, ma hanno dovuto cambiare registro accorgendosi della debolezza – almeno sul piano comunicativo – dell'argomentazione.
Dopotutto, sull'onda del l'Abenomics o comunque delle sue aspettative, il Giappone ha conseguito a inizio anno il ritmo di crescita più alto tra i Paesi avanzati, la Borsa è avanzata di oltre il 60% e lo yen si è indebolito di circa il 30% rilanciando la redditività aziendale. Astutamente, Abe ha tenuto un profilo basso sui temi più controversi che propugna, da un forte ritorno all'energia nucleare al tentativo di cambiare la Costituzione ultrapacifista dettata dagli americani (nelle sale giapponesi sta per uscire nei prossimi giorni un film sull'ex "dittatore" del periodo di occupazione, il generale Douglas MacArthur, intitolato Imperatore).
La modifica costituzionale, per molti esperti, sarà praticamente impossibile, visto che il partito del premier non riuscirà ad ottenere due terzi dei seggi anche alla Camera Alta. Tuttavia la conquista della maggioranza assoluta alla coalizione di Governo è data per sicura da tutti i sondaggi: dopo sette premier negli ultimi sette anni, il Giappone avrà un Governo duraturo e deciso. Negli stessi ambienti industriali, oltre che in una buona parte dell'opinione pubblica, la speranza sembra quella che Abe vinca ma non stravinca, in modo che non sia troppo tentato di perseguire una agenda politica di tipo nazionalista che, allarmando i Paesi vicini, avrebbe con tutta probabilità conseguenze economiche negative.
In questo senso, il partito alleato New Komeito (emanazione dell'organizzazione buddista Soka Gakkai) viene considerato come un utile elemento di freno anche da molti che finora l'hanno odiato. Gli investitori internazionali attendono Abe al varco delle riforme promesse per deregolamentare il sistema e porre l'economia su un binario di crescita sostenibile, che non può essere delegato alla sola politica monetaria e fiscale. Difficile, però, che il premier, pur rafforzato, possa varare riforme estreme in settori come il mercato del lavoro o introdurre un taglio netto alla corporate tax. Le riforme verranno, ma con tempi e modalità inferiori alle attese di vari ambienti finanziari esteri, afferma Tomo Kinoshita, capo economista di Nomura Japan, che sottolinea l'importanza del fatto che «si profila una nuova manovra di stimolo fiscale all'economia», per compensare l'effetto dell'aumento dell'imposta sui consumi previsto il prossimo aprile.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I NUMERI
121
I seggi in palio
Nelle elezioni di oggi i giapponesi rinnovano metà dei componenti della Camera Alta, in in un voto con cadenza triennale
70
Il possibile bottino
I parlamentari che dovrebbero andare al partito Liberaldemocratico del premier Abe che avrebbe, con il partner New Komeito, la maggioranza assoluta della Camera Alta
4,1%
Boom nella crescita
Il tasso annualizzato di aumento del Pil nel primo trimestre 2013, grazie alla cosidetta Abenomics che punta su stimoli monetari e indebolimento dello yen

martedì 9 luglio 2013

Il Libro Bianco sulla Difesa di Tokyo : la Cina rappresenta una minaccia e noi avremo un Corpo dei Marines

da www.ilsole24ore.com


Giappone: la Cina è una minaccia, creeremo un corpo dei marines
TOKYO - Il primo Libro Bianco sulla Difesa approvato dal governo del premier Shinzo Abe non usa più i toni felpati delle precedenti pubblicazioni: afferma senza remore che la Cina rappresenta una minaccia e viola il diritto internazionale, sottolinea la necessità di un aumento delle spese militari e pone le premesse di un cambiamento di strategie entro quest'anno che comporterà la creazione di un vero e proprio corpo dei Marines con elevate capacità anfibie e quindi in grado di riconquistare isole eventualmente occupate dal nemico.
Il White Paper 2013 nota con soddisfazione che è già stato varato il primo aumento delle spese militari da 11 anni, nel quadro di crescenti pericoli per la sicurezza nazionale. Viene citata la Corea del Nord, ma è chiaro che in primo piano sono le tensioni con Pechino, soprattutto per l'aggressivo atteggiamento cinese nel contenzioso territoriale sulle isole Senkaku. Il ministro della Difesa Itsunori Onodera, nell'introdurre il Libro Bianco, evidenzia l'esistenza di "fattori destabilizzanti, alcuni dei quali stanno diventando più tangibili, acuti e problematici", in particolare in relazione alla "rapida espansione e intensificazione delle attività della Cina intorno al Giappone, compresa l'intrusione nelle acque territoriali e nello spazio aereo giapponese". Pechino, sottolinea il Libro Bianco, cerca di "usare la forza per cambiare o status quo" in base a "sue proprie asserzioni, il che viola l'ordine del diritto internazionale" e con "azioni pericolose che possono avere conseguenze non intenzionali". La tesi cinesi è che il Giappone occupa illegalmente le isole Diaoyu (nome cinese delle Senkaku) ed è stata Tokyo ad alterare lo status quo conferendo direttamente allo Stato la proprietà della parte di quelle isole che fino a poco tempo fa era di proprietà privata. Il White Paper sottolinea poi l'importanza di un rafforzamento dell'alleanza con gli Stati Uniti, arrivando a esprimere preoccupazioni per le pressioni negli Usa in favore di tagli al bilancio del Pentagono, Un capitolo è dedicato all'Europa: esprime il timore che un continente indebolito dalla crisi del debito sovrano possa cedere alle pressioni cinesi perché venga abrogato l'embargo sulla vendita di armi a Pechino.

giovedì 4 luglio 2013

In Giappone si vota il 21 luglio. Il primo vincitore è internet, ma si rischia il carcere per lo spamming via mail

da www.ilsole24ore.com


(Reuters)(Reuters)
TOKYO – E' iniziata ufficialmente oggi - con una grande novità nel segno della deregulation - la campagna elettorale in Giappone per il rinnovo di metà dei seggi alla Camera Alta, che avverrà con il voto del prossimo 21 luglio: sono le prime elezioni politiche in cui è consentito ai candidati e ai partiti l'utilizzo di Internet, dopo che nell'aprile scorso è stato finalmente abrogato l'anacronistico ostracismo alla Rete, durato tanto a lungo a causa delle resistenze dei vecchi politici verso l'innovazione nella comunicazione elettorale. Finora i candidati non potevano nemmeno aggiornare il loro sito nel periodo ufficiale della campagna elettorale, né inviare messaggi ai potenziali elettori attraverso i social media. Quindi la novità si estende dai candidati al pubblico, che potrà ora essere informato meglio sulle piattaforme politiche e compararle più agevolmente.
Senonché, più che in altri Paesi, il legislatore si è mostrato preoccupato dei possibili effetti negativi che possono accompagnare l'uso del Web: ha introdotto nuovi profili di reato non tanto per i candidati, ma per gli stessi elettori, ossia per tutti i cittadini. Chi riceve materiale elettorale per e-mail, per esempio, non può (secondo la legge) girare l'e-mail a terzi. Non si deve - dice sempre la normativa - sollecitare via computer altri elettori a votare un candidato piuttosto che un altro. L'intento è quello di evitare sia un proliferare indiscriminato di mail-spam sia lo "spoofing" con cui qualcuno finge di essere un candidato per danneggiarne l'immagine. Ma le sanzioni previste - fino a 500mila yen o persino fino a due anni di carcere e la sospensione successiva dei diritti elettorali - appaiono sproporzionate, anche se per la verità di difficoltosa applicazione pratica. Per cercare poi di evitare "hate speech" e commenti violenti, falsi o ingannatori "postati" con il furto di identità, la nuova normativa richiede che ogni blog lanciato durante il periodo di campagna elettorale fornisca chiaramente informazioni di contatto, chiamando in causa i provider.
I media tradizionali - che dall'estensione del ruolo politico del cyberspazio vedono erodere il loro tradizionale ruolo di assoluta preponderanza nel delineare gli orientamenti elettorali - abbondano in avvertimenti su rischi e pericoli del Web non solo negli abusi, ma proprio in sé, come potenziale fomentatore di estremismo e di "polarizzazione di gruppo". Comunque molti politici sembrano ancorati ai modi tradizionali di ricerca del consenso. Lo stesso segretario generale del partito di governo, Shigeru Ishiba, ha dichiarato che conta molto di più stringere mani e fare campagna sul territorio che non affidarsi a messaggi sui social network. Così anche in questa occasione i luoghi di passaggio delle città - come gli spazi di fronte alle stazioni ferroviarie - saranno puntellate nei prossimi giorni dai soliti camioncini, dal tetto dei quali i candidati grideranno i loro slogan a una folla di passanti per lo più visibilmente indifferente.

I pronostici sono tutti per una grande vittoria della coalizione di governo guidata dal Partito Liberaldemocratico delpremier Shinzo Abe, che si avvia conquistare la maggioranza assoluta della Camera Alta ora controllata dall'opposizione. Da un Abe vincente gli investitori internazionali si aspettano il varo concreto dell'incisivo programma di riforme promesso dall'"Abenomics".