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lunedì 19 agosto 2013

Pyongyang e Seoul trattano per riprendere le 'riunificazioni familiari'

da www.asianews.it

Gli incontri fra parenti divisi dalla Guerra di Corea sono interrotti dal 2010. Il Nord accetta di discutere un nuovo calendario di visite e invita una delegazione del Sud sul monte Kumgang per “studiare la logistica dell’evento”. E questo mentre sono in corso le esercitazioni militari congiunte fra Stati Uniti e Corea del Sud.


Seoul (AsiaNews) - Il governo della Corea del Nord ha accettato di "riaprire i colloqui" con quello del Sud per organizzare le riunificazioni familiari, ovvero gli incontri tra coloro che dopo la Guerra di Corea (1950/1953) sono stati separati dal confine tracciato a metà della penisola. Gli incontri sono sospesi dal 2010 e potrebbero ripartire il 19 settembre, quando si celebra il Chuseok, la "Festa del Ringraziamento" coreana.
Pyongyang ha chiesto a Seoul di incontrarsi per discutere sul monte Kumgang, complesso turistico che si trova in territorio nordcoreano, e non nel villaggio di Panmujom: questo si trova nella Zona demilitarizzata ed è da sempre il luogo deputato per gli incontri governativi bilaterali. Le riunificazioni sarebbero organizzate dalla Croce Rossa di entrambe le nazione: una delegazione del Sud dovrebbe recarsi il prossimo 22 agosto sul monte per "studiare la logistica dell'evento".
La Corea del Nord avrebbe chiesto anche di eliminare il bando imposto da Seoul ai viaggi turistici sul Kumgang, importante fonte di reddito per il regime, che sono stati interrotti nel 2008 dopo che un turista sudcoreano venne ucciso per errore da un soldato del Nord. La questione sarebbe stata inserita fra le "priorità" stabilite dai due governi lo scorso 14 agosto, quando (dopo mesi di negoziati) si sono accordate per riaprire anche il complesso industriale inter-coreano di Kaesong.
Sono circa 73mila i sudcoreani (quasi tutti con più di 70 anni di età) che vogliono riabbracciare le proprie famiglie rimaste al Nord: "Se riesco a incontrare i miei - dice Kim Gyu-oh, 84 anni - non avrò più rimorsi. Posso morire anche adesso."
Negli ultimi tempi Seoul ha puntato molto sull'aspetto umanitario della questione. Dei sopravvissuti alla guerra, il 9,3 % ha più di 90 anni; il 40,5 % più di 80 anni e il 30,6 % più di 70 anni. L'esecutivo guidato da Park Geun-hye ha sottolineato che sarebbe "inumano" non consentire a queste persone di "salutare per l'ultima volta" i propri familiari.
Il disgelo di Pyongyang nei rapporti con Seoul potrebbe derivare sia da un disperato bisogno di aiuti economici e alimentari che dalla paura della rinnovata alleanza militare fra Corea del Sud e Stati Uniti. Proprio questa mattina sono iniziate infatti delle esercitazioni militari congiunte fra i due Paesi - che "hanno avvertito da tempo il Nord" - che dureranno 12 giorni e impiegheranno 50mila soldati coreani e 30mila statunitensi.

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