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martedì 3 settembre 2013

Fukushima, Tokyo stanzia mezzo miliardo di dollari. Verso un aumento dell'Iva

da www.ilsole24ore.com

Fukushima, Tokyo stanzia mezzo miliardo di dollari. Verso un aumento dell'Iva
TOKYO - Il governo giapponese ha inviato oggi due importanti messaggi alla comunità internazionale. Anzitutto, ha reso noto che scende direttamente in campo per non lasciare sola la Tepco nella difficile gestione dei problemi alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi: viene stanziato l'equivalente di circa mezzo miliardo di dollari di denaro pubblico per cercare di risolvere l'emergenza delle fuoriuscite di acqua radioattiva che finisce nel'oceano.
In secondo luogo, Tokyo riafferma l'impegno: in qualche modo "internazionale" - verso il risanamento delle sue finanze pubbliche: al G-20, ha preannunciato il ministro delle Finanze Taro Aso, il governo dichiarerà l'orientamento a dare il via libera definitivo al raddoppio in due fasi - dal 5 al 10% - dell'imposta sui consumi, provvedimento considerato essenziale per rimettere il bilancio statale sulla strada della sostenibilità. Al tempo stesso, però, Tokyo farà sapere che intende studiano una nuova manovra di stimoli fiscali all'economia, per evitare che l'aumento dell'Iva (dal 5 all'8% dal primo aprile 2014) possa far deragliare il momento economico positivo.
E' stato lo stesso Aso a giustificare l'ulteriore esborso di denaro dei contribuenti per aiutare la Tepco (la società di gestione di Fukushima Daiichi) a fermare le fuoriuscite di radioattività: "E' una sfida senza precedenti. E' ovvio che il governo debba farsene carico". In effetti, la comunità internazionale si è stupita che Tokyo abbia aspettato tanto a lungo, lasciando alla sola Tepco ogni responsabilità; tanto che c'è chi ipotizza una connessione con la decisione (che sarà presa nel weekend a Buenos Aires) sulla città che ospiterà le Olimpiadi del 2020. La candidatura di Tokyo, contro quelle di Madrid e Istanbul, è parsa indebolita nelle ultime settimane dallo stillicidio di notizie allarmanti provenienti dalla centrale danneggiata dal sisma e dallo tsunami del marzo 2011.
Il governo, dunque, fornirà circa 32 miliardi di yen per la costruzione di una sorta di barriera sotterranea - attraverso una tecnica speciale di "congelamento" del terreno - intorno agli edifici che ospitano i reattori (finalizzata a impedire le infiltrazioni e successive fuoriuscite di acqua), mentre altri 15 miliardi di yen andranno a migliorare le attività di trattamento delle acque. Di questi fondi, quasi 21 miliardi di yen saranno attinti dalle riserve del bilancio pubblico dell'esercizio 2013.
L'equivalente di circa 10 miliardi di dollari è già stato speso dal governo per ricapitalizzare la Tepco dopo l'incidente. Il processo di decommissionamento della centrale durerà 30-40 anni, secondo le stime ufficiali. Per qualche esperto potrebbe in realtà durare cento anni: un buco nero perle finanze pubbliche giapponesi. I 47 miliardi di yen addizionali stanziati oggi certo non basteranno.

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