Il mio blog principale: http://mikelogulhi.blogspot.com
Il blog centrale in italiano (dove puoi vedere, a destra, quali sono gli ultimi blog in italiano aggiornati): http://ilmondofuturo.blogspot.com

martedì 29 ottobre 2013

Polizia: uiguri sospettati per l'incidente di Tiananmen

da www.asianews.it

di Wang Zhicheng
Si ricercano due uomini dello Xinjiang e quattro auto con la targa della regione. Forse è un attacco terrorista suicida. Intellettuale uiguro chiede più cautela. Fonti di AsiaNews: Non solo gli uiguri, ma tutta la popolazione cinese è stanca e insoddisfatta della leadership. Forte censura sull'informazione.


Pechino (AsiaNews) - La polizia d Pechino sospetta che l'incidente di ieri - in cui un'auto ha investito alcuni turisti in piazza Tiananmen ed è poi scoppiata uccidendo tutti i passeggeri - ia stato compiuto da terroristi uiguri suicidi. Il fatto è avvenuto quasi sotto il grande ritratto di Mao Zedong che domina la facciata del Palazzo imperiale, a poche decine di metri da Zhongnanhai, residenza di molti leader.
L'incidente è avvenuto ieri a mezzogiorno e oltre ai tre dell'auto (un Suv), ha ucciso altre due persone,  un cinese e un filippino, facendo anche 38 feriti. La polizia e i pompieri hanno isolato la zona e nascosta agli occhi del pubblico.
Oggi l'edizione in inglese del Global Times, legato al Quotidiano del popolo, afferma che la polizia ha messo in relazione l'incidente con lo Xinjiang e alcuni sospetti uiguri. Ma l'edizione in cinese non menziona per nulla lo Xinjiang.
Ieri, per tutto il giorno la censura ha cancellato dal web ogni notizia o commento riguardo l'incidente, permetendo solo la versione ufficiale della Xinhua.
Ieri sera e oggi la polizia ha diramato ricerche per raccogliere informazioni su due uomini uiguri e su quattro auto con la targa dello Xinjiang. Ilham Tohti, un intellettuale uiguro, scrivendo sul sito web Uighurbiz.net, ha chiesto di andare cauti perché è facile colpevolizzare gli uiguri e accrescere il controllo sulla minoranza etnica.
La regione occidentale dello Xinjiang è da decenni scossa da movimenti nazionalisti uiguri islamici. Per lo più essi cercano una maggiore autonomia dalla dittatura culturale, commerciale e politica del governo centrale che ha colonizzato la regione con milioni di emigranti han e centinaia di migliaia di soldati.
La colonizzazione coinvolge anche la religione: l'islam uiguro è fortemente controllato nelle scuole, nelle moschee, nella società.
In passato ci sono stati incidenti e scontri fra uiguri e han nello Xinjiang, come pure attentati che il governo di Pechino ha bollato come "terroristi", anche se spesso condotti con mezzi di fortuna (bombe molotov, coltelli di plastica, ecc...).
L'edizione cinese del Global Times di oggi mette in guardia dal "politicizzare"  troppo l'incidente avvenuto a Tiananmen. La piazza Tiananmen, dove è avvenuto il famoso massacro il 4 giugno 1989, è sottoposta a un pesante cordone di sicurezza per evitare anche la più piccola manifestazione di protesta.
In Cina la grande corruzione in cui sono immersi i membri del Partito ha portato ad oltre 180mila "incidenti di massa" all'anno, in cui gruppi diversi - contadini, operai, pensionati, ex militari,... - si sono scontrati con la polizia, spesso anche in modo violento.
Una fonte di AsiaNews a Pechino ha commentato: "Il Partito cerca di annacquare questo incidente, ma esso rivela ormai la profonda insoddisfazione e stanchezza di tutta la popolazione, non solo degli uiguri".

giovedì 24 ottobre 2013

Seoul, il Partito democratico attacca la Park: Sciolga i Servizi segreti corrotti

da www.asianews.it

COREA DEL SUD
di Joseph Yun Li-sun
L'ex candidato alla presidenza Moon Jae-in interviene nel dibattito sui brogli compiuti dal Nis: "La presidentessa ha beneficiato di quanto avvenuto, dimostri di essere onesta". Il Manifesto della Chiesa cattolica sullo scandalo continua a guadagnare consensi nel Paese.


Seoul (AsiaNews) - Le Forze armate e i Servizi segreti "non hanno interferito con la politica coreana almeno dalla fine della dittatura militare. Che ne sia stata consapevole o meno, la presidentessa Park Geun-hye ha beneficiato dei brogli compiuti dai militari. Ora chiedo che dimostri di essere onesta e intervenga per risolvere il problema". È il contenuto di un messaggio pubblicato oggi da Moon Jae-in, deputato democratico ed ex candidato alla presidenza della Repubblica coreana sconfitto per un soffio dall'attuale leader, espressione del Partito conservatore.
Il riferimento contenuto nel messaggio è ai brogli e alle manipolazioni compiute dal Nis, il Servizio segreto nazionale, in occasione del voto: questi sono accusati di aver manipolato le ultime elezioni presidenziali inviando decine di migliaia di messaggi intimidatori agli elettori anziani, manipolando schede e urne e facendo girare dossier diffamatori sui candidati democratici.
Oltre a Moon sono intervenuti nella polemica anche altri deputati democratici, nonostante il Partito abbia deciso di rimanere in Parlamento. Secondo Sul Hoon le elezioni "sono state un'ingiustizia in tutti i sensi", mentre l'ex leader Park Jie-won ha aggiunto che andrebbe presa "in seria considerazione" la possibilità di ricorrere contro il risultato del voto.
Nelle ultime settimane la Chiesa della Corea del Sud ha lanciato un manifesto di protesta contro le interferenze del National Intelligence Service: "Tutte le 15 diocesi del Paese hanno appoggiato il Manifesto - dice una fonte di AsiaNews - che è stato firmato dalla stragrande maggioranza dei sacerdoti e delle religiose. Subito dopo è arrivato anche un pronunciamento da parte della Commissione episcopale Giustizia e Pace". Alle prime 6mila firme in calce al documento se ne sono aggiunte altre 20mila in 15 giorni.

martedì 22 ottobre 2013

Hong Kong, le Chiese asiatiche riunite per riflettere sulla liturgia nel continente

da www.asianews.it

HONG KONG - ASIA
Il 17mo Forum della liturgia in Asia, ospitato dal Territorio, è anche il più grande per numero di partecipanti: delegazioni anche da Macao, Sri Lanka e Myanmar. Il direttore della Commissione liturgica diocesana: "Vogliamo riflettere sulla liturgia nel contesto del ruolo pastorale che gioca, sia nella fede che nella vita quotidiana delle nostre comunità"


Hong Kong (AsiaNews/SE) - Si è aperto ieri a Hong Kong, con una messa solenne presieduta dal cardinal John Tong Hon, il 17mo Forum della liturgia in Asia. L'incontro annuale riunisce i rappresentanti delle Chiese asiatiche per riflettere insieme e studiare la vita e il senso della liturgia nel contesto culturale asiatico. Si tratta di un'occasione anche per celebrare i 50 anni della pubblicazione della Costituzione sulla Sacra Liturgia del Concilio Vaticano II e l'inizio della preparazione per la liturgia in lingua cantonese.
Il direttore della Commissione liturgica diocesana, p. Thomas Law Kwok-fai, spiega: "Si tratta di un evento molto importante per la diocesi del Territorio, dato che la Chiesa che ospita l'incontro riceve molti commenti sulla propria situazione particolare. È inoltre l'incontro più grande mai organizzato: abbiamo 80 partecipanti da 16 nazioni asiatiche fra cui lo Sri Lanka, Macao e il Myanmar. Si tratta di persone che non hanno potuto partecipare ai Forum precedenti a causa di restrizioni nel visto o situazioni politiche particolari nei Paesi d'origine".
Secondo p. Law l'incontro ha un carattere "più pastorale che teologico. Vogliamo davvero riflettere sulle nostre liturgie nel contesto del ruolo pastorale che giocano sia nella fede che nella vita quotidiana delle nostre comunità. Per questo ci concentriamo sulla formazione liturgica del popolo, in particolare dei ministri della Chiesa, e sull'aspetto sacramentale della liturgia dal punto di vista della partecipazione dei fedeli".

lunedì 14 ottobre 2013

Pechino annuncia la chiusura di "almeno" 2mila miniere di carbone

da www.atlasweb.it

CINA
Lo scopo è quello di migliorare le condizioni di sicurezza del settore: ogni anno migliaia di minatori muoiono sottoterra nell'indifferenza generale. Dietro alla tragedia c'è anche l'enorme corruzione dei funzionari ufficiali, che dietro tangente consentono permessi anche alle strutture che non rispondono ai requisiti di sicurezza.


Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Il governo cinese ha dichiarato di voler chiudere entro la fine del 2015 "almeno" 2mila miniere di carbone di piccole dimensioni. Lo scopo ufficiale è quello di cercare di migliorare le condizioni di sicurezza di una delle industrie più mortali di tutta la Cina. Ogni anno, nella semi-indifferenza generale, muoiono nel Paese migliaia di minatori costretti a lavorare in condizioni terribili.
Il Consiglio di Stato, il governo "de facto" della nazione, ha annunciato che le miniere in chiusura sono quelle con una produzione inferiore alle 90mila tonnellate di carbone l'anno. Saranno inoltre bloccate le autorizzazioni ad aprire nuove miniere, a meno che non si dimostri una capacità produttiva di almeno 300mila tonnellate annue.
Al momento la Cina conta circa 12mila miniere di diversa capacità. Il sottosuolo nazionale è ancora ricco di carbone, ma secondo alcune stime esso non basterà a mantenere i ritmi della produzione industriale. La Cina è infatti il maggior consumatore al mondo di carbone e basa su di esso il 70% del suo sempre crescente fabbisogno energetico.
Secondo le ultime statistiche fornite dal governo, nel 2012 sono morte in miniera 1.384 persone. Nel 2011 ne sono morte altre 1.973, tutte per incidenti in miniere di carbone, con un abbassamento del 19% rispetto all'anno precedente. Ma gruppi per i diritti umani e privati studiosi cinesi affermano che la cifra è molto più alta: i padroni delle miniere, infatti, non denunciano molti incidenti per timore di perdite economiche, multe, chiusure degli impianti.
Molto spesso le autorità locali vengono corrotte con bustarelle per chiudere un occhio sulla mancanza di criteri di sicurezza. La chiusura delle miniere è, nell'ottica del nuovo presidente Xi Jinping, un'altra campagna contro la corruzione dei funzionari comunisti.

venerdì 11 ottobre 2013

Lo yuan sempre più internazionale: scambi di valuta con la Banca centrale europea

da www.asianews.it

Firmato un accordo per tre anni per lo scambio fino a 45 miliardi di euro e 350 miliardi di yuan. Un passo verso la piena convertibilità della moneta cinese.


Pechino (AsiaNews/Agenzie) - La Banca centrale cinese (People's Bank of China, Pboc) ha firmato un accordo con la Banca centrale europea (Bce) per una linea swap in valuta, allargando ancora di più l'uso dello yuan renminbi nella comunità internazionale.
L'accordo, valido per tre anni, permette alla Bce di accedere  fino a 350 miliardi di yuan (42,2764 miliardi di euro); la Pboc può accedere fino a 45 miliardi di euro. La linea swap permetterà alle banche centrali di acquistare e vendere yuan ed euro l'una dall'altra.
La diffusione dello yuan sarà possibile in tutta l'area euro. La Pboc ha dichiarato che la mossa permetterà l'uso della moneta cinese  nei mercati stranieri, facilitando il commercio e gli investimenti.
In termini di valore, l'accordo con la Bce è terzo in volume di moneta, dopo quello con Hong Kong (400miliardi di yuan) e con la Corea del Sud (360 miliardi di yuan).
Secondo alcuni analisti, lo yuan sarà convertibile in pieno entro cinque anni.

mercoledì 9 ottobre 2013

Chengdu, ucciso Choje Akong Rinpoche: era il "ponte" del buddismo in Occidente

da www.asianews.it

TIBET - CINA
Il monaco, grande studioso e attivista della causa tibetana, è morto durante una presunta rissa da strada nella provincia cinese del Sichuan insieme al nipote e a un altro religioso. Nel 1967 ha aperto in Scozia il primo monastero buddista occidentale, e ha passato la vita a spiegare la sua fede all'Ovest "per migliorare il rapporto fra le religioni". Ha riconosciuto la 16ma reincarnazione del Karmapa Lama.


Chengdu (AsiaNews) - Choje Akong Rinpoche, monaco e grande studioso del buddismo tibetano, è stato ucciso ieri a Chengdu, capitale della provincia cinese del Sichuan. Il religioso, che ha fondato il primo monastero buddista in Occidente e ha passato la vita a diffondere gli insegnamenti del Dalai Lama in Europa, è morto in quella che sembra essere una rissa da strada nata dopo un tentativo di rapina. Insieme a lui sono morti il nipote e un altro monaco che viaggiava con loro.
L'annuncio è stato dato dall'abate del monastero Samye Ling in Scozia, che è anche il fratello del defunto: "Sono molto, molto triste nell'informarvi che a causa di una tragedia mio fratello, mio nipote e un monaco che viaggiava con lui sono stati assassinati. Il Dalai Lama e tutti gli altri leader tibetani sono stati informati e stanno pregando per lui. Siamo in attesa dell'autopsia per riportarlo a casa". La polizia di Chengdu ha annunciato di aver fermato le tre persone sospettate di aver accoltellato il gruppo di monaci: si tratta di residenti dell'area, al momento in carcere.
Il Karmapa Lama, "numero 3" del buddismo tibetano, ha dichiarato: "Sono scioccato. Akong Tulku è stato mio amico da quando avevo 7 anni. Ha aiutato tante persone". Proprio il defunto è stato uno dei membri della commissione incaricata dal Dalai Lama di individuare la 16ma reincarnazione del Karmapa Lama, che nella religione tibetana è il leader dal lignaggio più antico e guida il "sentiero del Diamante".
Choje Akong Rinpoche ha fondato il monastero in Scozia nel 1967 e, qualche anno dopo, ha aperto anche una Ong con lo scopo di aiutare i poveri e "diffondere, per il bene del mondo e del dialogo fra le religioni, la fede buddista tibetana". Nel corso di un suo viaggio in Italia, avvenuto 3 anni fa, ha spiegato l'uso dei mantra come "anestetico naturale" nella medicina tradizionale. Su mandato del Dalai Lama, ha mantenuto i rapporti anche con la Repubblica popolare cinese ed è stato uno dei pochissimi monaci buddisti fedeli al Nobel per la pace a ottenere il permesso di visitare più volte il Tibet.


lunedì 7 ottobre 2013

La faida interna al Kuomintang scuote Taiwan

da www.asianews.it

TAIWAN
di Xin Yage
Il presidente ha accusato il portavoce del Parlamento, membro del suo partito, di ingerenze nel processo contro un deputato dell'opposizione. Sentenze a favore e contrarie spaccano l'opinione pubblica, ma a farne le spese è il leader. Che ora rischia una mozione di sfiducia.


Taipei (AsiaNews) - Nonostante il successo diplomatico del presidente Ma Ying-jeou (馬英九), che è riuscito nonostante l'opposizione di Pechino a partecipare alla riunione dell'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (Icao), lo scoppio di una diatriba interna al Kuomintang (國民黨 Kmt, partito attualmente al governo) rischia di annullarne gli effetti positivi.
La polemica riguarda il portavoce del parlamento - Wang Jin-pyng (王金平), anch'egli membro del Kmt - che avrebbe manipolato il processo contro il deputato dell'opposizione Ker Chien-ming (柯建銘). Wang aveva chiesto all'allora ministro della Giustizia Tseng Yung-fu (曾勇夫, che si è dimesso lo scorso mese per questo scandalo) di impedire i tentativi di appello dei pubblici ministeri contro l'assoluzione di Ker alla Corte suprema (台湾高等法院). Quest'ultimo infatti era stato prima dichiarato colpevole da un tribunale locale e poi assolto dalla Corte suprema.
Per questa ragione il presidente Ma è intervenuto accusando Wang di intromissione nel corso di un processo di giustizia: l'11 settembre Wang Jin-pyng è stato espulso dal partito nel tentativo di farlo decadere dalla carica di portavoce del Parlamento. Lo scontro è stato letto come una vicenda di faida interna al partito al potere, anche perchè Wang Jin-pyng era stato espulso dal partito mentre si trovava in Malaysia per il matrimonio della figlia. Da allora Wang è diventato ancora più popolare agli occhi della gente e, dopo essersi rivolto a un tribunale, ha addirittura vinto una disputa legale che gli permette di non perdere la sua appartenenza al partito, e come conseguenza di continuare nella sua carica di portavoce.
Il 29 settembre una grande protesta all'esterno dell'ufficio presidenziale ha chiesto a Ma Ying-jeou di dimettersi. L'intera vicenda si è infuocata ancora di più con la rivelazione che i pubblici ministeri avevano acquisito informazioni su Ker registrando le sue telefonate. Il governo afferma che la registrazione è un atto legale, ma l'intera opposizione e alcuni parlamentari dello stesso Kmt sostengono che registrare le linee telefoniche del parlamento sia invece del tutto illegale.
Il Partito Democratico Progressista (民主進步黨, Dpp, all'opposizione), da allora chiede l'abolizione della Divisione Speciale di Investigazione (特侦组, Sid) per abuso di potere nelle intercettazioni telefoniche e accusa il procuratore generale Huang Shih-ming (黃世銘) di aver passato illegalmente informazioni confidenziali al presidente Ma.
Ora il Dpp cerca di far dimettere o almeno di far incriminare il presidente per tutta questa vicenda ma avendo solo 40 dei 113 seggi in Parlamento, contro i 65 del Kmt, dovrà trovare i sostenitori necessari per la mozione di sfiducia. Ed il presidente, che in un'intervista in televisione ha smorzato i toni del dibattito, si trova nell'umiliante posizione di dover affidare la sua agenda politica alla cura di un portavoce del Parlamento da lui pubblicamente accusato e ritenuto incapace di seguire le regole legislative.

giovedì 3 ottobre 2013

Taipei al primo posto nella lotta internazionale contro il traffico di esseri umani

da www.asianews.it

TAIWAN
di Xin Yage
L'isola conserva il primato da quattro anni. Ogni anno coinvolti 2,5 milioni di persone e un giro d'affari da 32 miliardi di dollari. Un seminario con i rappresentanti di 20 Paesi per studiare nuove strategie.


Taipei (AsiaNews) - I rappresentanti di oltre 20 Paesi  si sono riuniti a Taiwan per discutere delle nuove strategie da adottare nella lotta al traffico di esseri umani, con un'attenzione particolare al traffico di bambini. L'isola è da quattro anni al primo posto nella lista del Dipartimento di Stato Usa delle nazioni migliori nel contrastare questo fenomeno.
Brent Christensen, vice direttore dell'American Institute in Taiwan (Ait) ha sottolineato come "Taiwan e gli Stati Uniti abbiano lavorato in maniera molto stretta per prevenire e contrastare la tratta di bambini", e come "i frutti di questo lavoro siano stati molto soddisfacenti, sebbene possano essere comunque migliorati". Tra i mezzi adottati negli anni vanno segnalati un inasprimento delle pene per chi collabora al traffico di esseri umani e la creazione di linee telefoniche multilingue per l'immediata denuncia di casi sospetti o evidenti.
Le linee guida discusse durante l'incontro - cui hanno partecipato più di 200 esperti - vogliono evitare l'impiego di compagnie di viaggio che operano in zone in cui è praticato sesso con minori, e l'incoraggiamento a sostenere le agenzie che portano turisti in negozi che vendono prodotti di donne e bambini svantaggiati. Il vice presidente taiwanese Wu Den-yih ha sottolineato la sua soddisfazione per il fatto che Taiwan sia un modello in Asia in questo campo e per la possibilità di collaborare ad un progetto internazionale così importante.
Il traffico di esseri umani rappresenta un giro di affari di 32 miliardi di dollari americani l'anno. Le statistiche delle Nazioni Unite parlano di un fenomeno in crescita, con una media annuale di 2 milioni e mezzo di persone coinvolte. Per quanto riguarda i bambini, sono soprattutto le famiglie in povertà estrema che "vendono" i figli per ripagare debiti o avere entrate alternative. I bambini finiscono poi nel settore del lavoro minorile, della prostituzione o delle adozioni illegali.
Tra i Paesi più coinvolti in questo mercato c'è la Cina, dove la legge sul figlio unico e l'invecchiamento della popolazione hanno provocato un aumento dei casi di rapimento e di compravendita di minori. Pochi giorni fa è stata resa nota la liberazione di quasi 100 bambini, finiti nella rete di un trafficante che li vendeva poi nel sud-est del Paese.