<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5227195166072852518</id><updated>2012-02-29T15:19:48.687-08:00</updated><category term='esteri'/><category term='Omar el-Bashir'/><category term='rappori Taiwan-Cina'/><category term='atomica'/><category term='trattative'/><category term='pensioni Diritti'/><category term='sanità'/><category term='Kim Jong-Il'/><category term='Popoli'/><category term='emigrazione'/><category term='Corea del Nord'/><category term='Energia'/><category term='Foxconn'/><category term='terremoto'/><category term='Risorse'/><category term='bomba atomica'/><category term='Giappone'/><category term='stato sociale'/><category term='Naoto Kan'/><category term='Europa'/><category term='Energie rinnovabili'/><category term='disoccupazione'/><category term='aiuti'/><category term='Taiwan'/><category term='embargo'/><category term='Amnesty International'/><category term='Corea del Sud'/><category term='welfare'/><category term='Diritti'/><category term='Africa'/><category term='Lee Myung-bak'/><category term='Robot'/><category term='Nucleare'/><category term='Politica'/><category term='ricchi'/><category term='tsunami'/><category term='Hu Jintao'/><category term='centrali nucleari'/><category term='Economia'/><title type='text'>14 - Cina</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://14cina.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>13</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5227195166072852518.post-6325276590991143556</id><published>2012-02-29T15:17:00.000-08:00</published><updated>2012-02-29T15:19:48.692-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='embargo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='atomica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aiuti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nucleare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bomba atomica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Corea del Nord'/><title type='text'>Corea del Nord, sì alla moratoria in cambio di cibo e aiuti Usa</title><content type='html'>da &lt;a href="http://www.repubblica.it"&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;        &lt;h3&gt;Lo ha annunciato il Dipartimento di Stato. Pyongyang  permetterà agli ispettori Aiea di verificare lo stop ai test  missilistici e all'arricchimento dell'uranio nella centrale di Yongbyon.  Sbloccato un pacchetto da 250mila tonnellate di aiuti americani. E' il  primo risultato della ripresa dei colloqui dopo la morte di Kim Jong-il.  Obiettivo: riprendere il negoziato sul disarmo&lt;/h3&gt;         &lt;div id="bookmark-container" class="archive-button"&gt;&lt;a id="bookmark-add" rel="Salva nella tua pagina personale" class="tooltip t-left"&gt;Lo leggo dopo&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;          &lt;div class="sidebar-cont"&gt;          &lt;div class="sidebar"&gt;                  &lt;p&gt;                                  &lt;img src="http://www.repubblica.it/images/2012/02/29/160116609-70be5f6e-5c64-420d-a132-410ce276ac5e.jpg" alt="Corea del Nord, sì alla moratoria in cambio di cibo e aiuti Usa" title="Corea del Nord, sì alla moratoria in cambio di cibo e aiuti Usa" width="300" height="237" /&gt;                                  &lt;span&gt; (reuters)&lt;/span&gt;                              &lt;/p&gt;                          &lt;/div&gt;                        &lt;div class="sidebar-storie"&gt;                                 &lt;/div&gt;         &lt;/div&gt;              &lt;strong&gt;WASHINGTON &lt;/strong&gt;- La Corea del Nord ha accettato  una moratoria sui test missilistici a lungo raggio e sulle attività  nucleari e di arricchimento dell'uranio nel sito di Yongbyon. La  notizia, confermata anche dall'agenzia nord coreana KCNA, è stata  annunciata dal portavoce del dipartimento di Stato americano, Victoria  Nuland, aggiungendo che Pyongyang ha inoltre dato via libera al ritorno  degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea)  per verificare e monitorare la moratoria sul nucleare. Soddisfazione  sud coreana per l'accordo tra Stati Uniti e Nord Corea. Decisamente meno  entusiasta Hillary Clinton: per il segretario di Stato Usa, si tratta  solo di "un modesto primo passo" anche se "nella giusta direzione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Victoria  Nuland ha spiegato che la Corea del Nord ha disabilitato il reattore  nucleare di Yongbyon. Washington ha fatto sapere infine che funzionari  degli Stati Uniti incontreranno rappresentanti della Corea del Nord per  pianificare gli ultimi dettagli della consegna di un pacchetto da  250mila tonnellate di aiuti alimentari. Secondo l'agenzia KCNA, la  decisione del regime nord coreano è stata adottata, in risposta a una  richiesta americana, "per mantenere un'atmosfera positiva" intorno al  dialogo ad "alto livello" con gli Usa. Le due rappresentanze  diplomatiche si sono incontrate la scorsa settimana a Pechino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel  comunicato emesso dal Dipartimento di Stato si legge che "gli Stati  Uniti restano preoccupati per l'atteggiamento della Corea del Nord &lt;div class="adv adv-middle-inline"&gt;           &lt;/div&gt;  in molti campi, ma l'annuncio di oggi riflette importanti,  seppur limitati, progressi nell'approccio ad alcuni di essi". Washington  ribadisce di non aver mai avuto intenzioni ostili nei riguardi di  Pyongyang e di essersi preparata a intraprendere passi per migliorare i  rapporti bilaterali e accrescere gli scambi tra i rispettivi popoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello  di Pechino è stato il primo negoziato tra Usa e Nord Corea dalla  scomparsa del leader Kim Jong-il, lo scorso dicembre. L'inviato speciale  americano per la Corea del Nord, Glyn Davies, aveva anticipato ai media  che i colloqui hanno portato qialche progresso su temi come la non  proliferazione nucleare, la domanda nord coreana di cibo e aiuti e altre  aree al centro delle tensioni regionali. I colloqui mirano a porre le  basi per una ripresa del negoziato a sei sul disarmo, entrato in crisi  dopo il deterioramento dei rapporti tra le due Coree a seguito degli  attacchi portati dal Nord contro il Sud nel 2010. Washington si è anche  impegnata, una volta ripresi i colloqui a sei, a dare priorità allo stop  alle sanzioni contro Pyongyang.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appresa la notizia dell'accordo,  la Corea del Sud ha espresso l'auspicio di nuovi passi nord coreani per  la riapertura del negoziato sul disarmo. Il Giappone, a sua volta, si è  detto pronto a lavorare duramente assieme a Stati Uniti, Corea del Sud e  agli altri paesi interessati per lo stesso obiettivo.                     &lt;p class="disclaimer clearfix"&gt;         &lt;span&gt;(29 febbraio 2012)&lt;/span&gt;                  © Riproduzione riservata     &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5227195166072852518-6325276590991143556?l=14cina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://14cina.blogspot.com/feeds/6325276590991143556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2012/02/corea-del-nord-si-alla-moratoria-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/6325276590991143556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/6325276590991143556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2012/02/corea-del-nord-si-alla-moratoria-in.html' title='Corea del Nord, sì alla moratoria in cambio di cibo e aiuti Usa'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5227195166072852518.post-2695489437867792233</id><published>2012-01-21T13:13:00.000-08:00</published><updated>2012-01-21T13:15:14.289-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='centrali nucleari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giappone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Energia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Il Giappone vuole dare 20 anni di vita in più alle centrali nucleari, esplode la protesta</title><content type='html'>da &lt;a href="http://www.corriere.it"&gt;www.corriere.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;&lt;span id="evid"&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/12_gennaio_19/giappone-nucleare-centrali-fonti-alternative-proteste_01fe0ad4-4297-11e1-8207-8bde7a1445db.shtml#"&gt;&lt;img src="http://dizionari.corriere.it/images/info.gif" title="Esplora il significato del termine: DOPO FUKUSHIMA Il Giappone vuole dare 20 anni di vita in più alle centrali nucleari, esplode la protesta Un portavoce: «È un problema, mancano fonti alternative» Nel reattore di Fukushima nessuna traccia del combustibile fuso   La centrale di Kansai (Ap/Kyodo News)La centrale di Kansai (Ap/Kyodo News) MILANO - Il Giappone si dice pronto a rinunciare al nucleare, ma non troppo. Mercoledì l’Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale di Tokyo ha presentato tra le proteste degli ambientalisti un rapporto molto positivo sugli stress test effettuati su due reattori della prefettura di Fukui, circa 300 km a ovest della capitale Tokyo. Gli impianti, costruiti tra il 1967 e i primi anni Settanta, sono stati teatro di alcuni incidenti minori, e nel 2004 una fuga di acqua bollente da una valvola ha ucciso quattro lavoratori, ferendone altri sette.  60 ANNI - L’obiettivo dell’Agenzia è quello di estendere la durata massima di vita di ogni reattore dai 40 anni attualmente previsti, ai 60. Avevano già più di quarant’anni tre degli impianti che a Fukushima, lo scorso marzo, sono stati colpiti dal devastante tsunami che ha causato anche perdite radioattive, e molti dei 54 reattori giapponesi raggiungeranno il limite dei 40 anni a breve.  IMPARZIALITA’ - La protesta dei cittadini ha causato un ritardo di qualche ora nell’udienza al ministero del Commercio in cui l’Agenzia doveva consegnare il rapporto sugli impianti di Fukui. Rapporto che sostiene che gli impianti, che sorgono nella cittadina costiera di Mihama, sono in grado di resistere a un evento potenzialmente catastrofico come un terremoto di magnitudo 9.0 e il successivo tsunami. L’incontro è stato comunque anche interrotto perché alcuni dei cittadini hanno chiesto di essere ammessi come osservatori al dibattito e alla successiva delibera, e hanno criticato la presunta imparzialità degli esperti.  «MANCANO FONTI ALTERNATIVE» - Non sono mancate nemmeno le proteste nelle città sedi di impianti che dovrebbero essere riavviati dopo gli stress test. Al momento sono in funzione solo 5 degli impianti, dato che dopo il disastro con fusione di Fukushima ha portato alla revisione degli altri. Un portavoce del governo giapponese, Osamu Fujimura, ha spiegato che il governo ha sì l’intenzione di ridurre il peso dell’energia nuclerare giapponese in tempi medio-lunghi, ma che il problema «è come affrontare un improvviso spegnimento di questa fonte energetica quando non ci sono fonti alternative, e se questo sia fattibile».  Immagini dall’interno del reattore. Dei tubi che hanno retto all’esposizione al calore. La statica presente nella foto è sintomo dell’alto tasso di radioattività (Ap/Tepco)Immagini dall’interno del reattore. Dei tubi che hanno retto all’esposizione al calore. La statica presente nella foto è sintomo dell’alto tasso di radioattività (Ap/Tepco) FUKUSHIMA - Nel frattempo non mancano i controlli anche nella disgraziata Fukushima: giovedì è stata effettuata la prima esplorazione endoscopica di uno dei reattori, il n. 2. Un endoscopio industriale inserito nel contenitore primario dell’unità attraverso un buco, rileverà la temperatura e analizzerà ulteriori dati. L’impianto, secondo fonti governative, è in condizioni stabili ma occorreranno decenni perché si riesca a disattivarlo completamente. E la prima occhiata all’interno del reattore ha evidenziato, come c’era da attendersi, una forte presenza di radiazioni e di vapore, con le superfici metalliche corrose e indebolite da un’esposizione di dieci mesi all’umidità e alle altissime temperature.  FUSIONE - La Tokyo electric power co. (Tepco), società che gestisce la centrale, ha però confermato attraverso un portavoce che «purtroppo» non si vedono tracce del combustibile del reattore che si teme si sia fuso. Occorrerà una tecnologia di stampo superiore per raggiungere il materiale, che dovrebbe essere scivolato in un’area irraggiungibile per l’endoscopio. A breve Tepco dovrebbe dare il via all’analisi degli altri due reattori rimasti gravemente danneggiati dallo tsunami, e potrà elaborare i dati al fine di migliorare le prestazioni di ogni sarcofago di contenimento - la stanza protettiva che racchiuderà i noccioli parzialmente fusi - e consentire il graduale smantellamento dei reattori.  Redazione Online19 gennaio 2012 | 15:24© RIPRODUZIONE RISERVATA" style="height:26px; width:26px; margin:-20px 0 0 -20px; position:absolute; display: inline;" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;DOPO FUKUSHIMA&lt;/h3&gt;  &lt;h2&gt;Un portavoce: «È un problema, mancano fonti alternative»&lt;br /&gt;Nel reattore di Fukushima nessuna traccia del combustibile fuso &lt;/h2&gt;      &lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="thumb-dida box-img left foto-h-left" title="La centrale di Kansai (Ap/Kyodo News)"&gt;&lt;img alt="La centrale di Kansai (Ap/Kyodo News)" title="La centrale di Kansai (Ap/Kyodo News)" src="http://images2.corriereobjects.it/Media/Foto/2012/01/19/kansai2.JPG?v=20120119151849" border="0" height="140" width="180" align="left" /&gt;&lt;span class="dida_bt_article"&gt;&lt;span&gt;La centrale di Kansai (Ap/Kyodo News)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;MILANO - Il Giappone si dice pronto a rinunciare al nucleare, ma  non troppo. Mercoledì l'Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale  di Tokyo ha presentato tra le proteste degli ambientalisti un rapporto  molto positivo sugli stress test effettuati su due reattori della  prefettura di Fukui, circa 300 km a ovest della capitale Tokyo. Gli  impianti, costruiti tra il 1967 e i primi anni Settanta, sono stati  teatro di alcuni incidenti minori, e nel 2004 una fuga di acqua bollente  da una valvola ha ucciso quattro lavoratori, ferendone altri sette. &lt;p&gt; &lt;b&gt;60 ANNI &lt;/b&gt;- L'obiettivo dell'Agenzia è quello di estendere la  durata massima di vita di ogni reattore dai 40 anni attualmente  previsti, ai 60. Avevano già più di quarant'anni tre degli impianti che a  Fukushima, lo scorso marzo, sono stati colpiti dal devastante tsunami  che ha causato anche perdite radioattive, e molti dei 54 reattori  giapponesi raggiungeranno il limite dei 40 anni a breve.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;IMPARZIALITA' &lt;/b&gt;- La protesta dei cittadini ha causato un ritardo  di qualche ora nell'udienza al ministero del Commercio in cui l'Agenzia  doveva consegnare il rapporto sugli impianti di Fukui. Rapporto che  sostiene che gli impianti, che sorgono nella cittadina costiera di  Mihama, sono in grado di resistere a un evento potenzialmente  catastrofico come un terremoto di magnitudo 9.0 e il successivo tsunami.  L'incontro è stato comunque anche interrotto perché alcuni dei  cittadini hanno chiesto di essere ammessi come osservatori al dibattito e  alla successiva delibera, e hanno criticato la presunta imparzialità  degli esperti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;«MANCANO FONTI ALTERNATIVE»&lt;/b&gt; - Non sono mancate nemmeno le  proteste nelle città sedi di impianti che dovrebbero essere riavviati  dopo gli stress test. Al momento sono in funzione solo 5 degli impianti,  dato che dopo il disastro con fusione di Fukushima ha portato alla  revisione degli altri. Un portavoce del governo giapponese, Osamu  Fujimura, ha spiegato che il governo ha sì l'intenzione di ridurre il  peso dell'energia nuclerare giapponese in tempi medio-lunghi, ma che il  problema «è come affrontare un improvviso spegnimento di questa fonte  energetica quando non ci sono fonti alternative, e se questo sia  fattibile».&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="thumb-dida box-img right foto-libera-right" title="Immagini dall'interno del reattore. Dei tubi che hanno retto all'esposizione al calore. La statica presente nella foto è sintomo dell'alto tasso di radioattività (Ap/Tepco)"&gt;&lt;b&gt;&lt;img alt="Immagini dall'interno del reattore. Dei tubi che hanno retto all'esposizione al calore. La statica presente nella foto è sintomo dell'alto tasso di radioattività (Ap/Tepco)" title="Immagini dall'interno del reattore. Dei tubi che hanno retto all'esposizione al calore. La statica presente nella foto è sintomo dell'alto tasso di radioattività (Ap/Tepco)" src="http://images2.corriereobjects.it/Media/Foto/2012/01/19/statica--180x140.JPG?v=20120119152447" border="0" height="140" width="180" align="right" /&gt;&lt;span class="dida_bt_libera"&gt;&lt;span&gt;Immagini  dall'interno del reattore. Dei tubi che hanno retto all'esposizione al  calore. La statica presente nella foto è sintomo dell'alto tasso di  radioattività (Ap/Tepco)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;FUKUSHIMA&lt;/b&gt; - Nel frattempo non mancano i controlli anche  nella disgraziata Fukushima: giovedì è stata effettuata la prima  esplorazione endoscopica di uno dei reattori, il n. 2. Un endoscopio  industriale inserito nel contenitore primario dell'unità attraverso un  buco, rileverà la temperatura e analizzerà ulteriori dati. L'impianto,  secondo fonti governative, è in condizioni stabili ma occorreranno  decenni perché si riesca a disattivarlo completamente. E la prima  occhiata all'interno del reattore ha evidenziato, come c'era da  attendersi, una forte presenza di radiazioni e di vapore, con le  superfici metalliche corrose e indebolite da un'esposizione di dieci  mesi all'umidità e alle altissime temperature. &lt;p&gt; &lt;b&gt;FUSIONE &lt;/b&gt;- La Tokyo electric power co. (Tepco), società che  gestisce la centrale, ha però confermato attraverso un portavoce che  «purtroppo» non si vedono tracce del combustibile del reattore che si  teme si sia fuso. Occorrerà una tecnologia di stampo superiore per  raggiungere il materiale, che dovrebbe essere scivolato in un'area  irraggiungibile per l'endoscopio. A breve  Tepco dovrebbe dare il via  all'analisi degli altri due reattori rimasti gravemente danneggiati  dallo tsunami, e potrà elaborare i dati al fine di migliorare le  prestazioni di ogni sarcofago di contenimento - la stanza protettiva che  racchiuderà i noccioli parzialmente fusi - e consentire il graduale  smantellamento dei reattori. &lt;/p&gt; &lt;p class="footnotes"&gt; &lt;span class="author"&gt;Redazione Online&lt;/span&gt;&lt;span class="date_modification"&gt;&lt;strong&gt;19 gennaio 2012 | 15:24&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="copy"&gt;© RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5227195166072852518-2695489437867792233?l=14cina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://14cina.blogspot.com/feeds/2695489437867792233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2012/01/il-giappone-vuole-dare-20-anni-di-vita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/2695489437867792233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/2695489437867792233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2012/01/il-giappone-vuole-dare-20-anni-di-vita.html' title='Il Giappone vuole dare 20 anni di vita in più alle centrali nucleari, esplode la protesta'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5227195166072852518.post-1091084999598369469</id><published>2012-01-14T15:07:00.000-08:00</published><updated>2012-01-18T05:21:00.052-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Taiwan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rappori Taiwan-Cina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Popoli'/><title type='text'>Elezioni a Taiwan: il vincitore è… Hu Jintao</title><content type='html'>&lt;div class="fb-like"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="author"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Limes (&lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes"&gt;http://temi.repubblica.it/limes&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Francesco Sisci&lt;/div&gt;  &lt;div class="summary"&gt;&lt;img alt="" src="http://temi.repubblica.it/UserFiles/limes/Image/Loghi/sisci_150.jpg" height="50" width="50" align="right" /&gt;RUBRICA  SINICA. Dirlo è sacrilego, ma c'è già un vincitore delle elezioni a   Taiwan: è il presidente della Repubblica Popolare Cinese, che  ha  riavvicinato l'isola alla Cina comunista senza doverle muovere  guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes/tag/taiwan"&gt;Tutti gli articoli su Taiwan&lt;/a&gt; | &lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes/tag/cina"&gt;Tutti gli articoli sulla Cina&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" src="http://temi.repubblica.it/UserFiles/limes/Image/carte4/nucleo_cinese_periferia_500.jpg" align="absMiddle" /&gt; (Carta di Laura Canali tratta da Limes 4/05 "&lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes/cindia-la-sfida-del-secolo/"&gt;Cindia, la sfida del secolo&lt;/a&gt;")&lt;/div&gt;        &lt;div id="info_related"&gt;&lt;div id="box_sommario2"&gt;&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;PECHINO - I tassisti sono divisi tra i blu e i verdi:&lt;/strong&gt;  se non siete del colore politico giusto, meglio non salire. Persino i  ristoratori sono divisi, e la gente cerca di subodorare l'orientamento  politico prima di mettersi a tavola. La stessa Taiwan sembra divisa tra  un nord blu e un sud verde. Alla vigilia delle epocali elezioni del 14  gennaio, l'atmosfera è elettrica: l'isola di fatto è indipendente, ma  formalmente fa parte dell'Unica Cina. &lt;/h3&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La scelta è tra il presidente in carica Ma Ying-jiu,&lt;/strong&gt;  del Partito nazionalista Kmt, che rappresenta i blu, e la sfidante Tsai  Ying-wen, del Partito democratico progressista Dpp, in verde.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ufficialmente, il Kmt vuole maggiori legami&lt;/strong&gt; con il  suo gigantesco vicino continentale, la Repubblica Popolare Cinese (Prc),  mentre il Dpp vorrebbe dichiarare unilateralmente l'indipendenza. Nei  sondaggi è in vantaggio Ma, anche se non di molto. I giornali sono  divisi su chi vincerà.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;È quasi sacrilego dirlo,&lt;/strong&gt; ma ancora prima che vengano aperte le urne c'è già un vincitore: il presidente della Prc Hu Jintao.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;A Taiwan nessuno dei due partiti&lt;/strong&gt; - per ragioni  diverse - vuole riconoscere la forte influenza politica della Cina  continentale sull'isola. A Pechino l'establishment per il momento non  vuole pubblicizzare questo passo avanti verso la riunificazione: sta  preparando il Diciottesimo congresso del Partito comunista (Pcc), che si  terrà in autunno e deciderà la squadra che governerà la Cina per i  prossimi dieci anni. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Al congresso il dibattito verterà in parte&lt;/strong&gt; sulla  valutazione dell'operato di Hu. Una piccola o grande vittoria a Taiwan  potrebbe dargli minori o maggiori possibilità di contribuire alla scelta  dei suoi successori. Oltretutto, questa rivendicazione potrebbe essere  fraintesa nell'infuocato dibattito sull'isola.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Hu è il vincitore di fatto perchè chiunque venga eletto&lt;/strong&gt;  presidente a Taiwan, sia Ma o Tsai, è impossibile per Taipei sganciarsi  dall'abbraccio della Cina continentale, a differenza di dieci anni fa. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;A conferma che l'abbraccio sia inallentabile&lt;/strong&gt;  potrebbe essere offerta una miriade di dati economici: i miliardi di  dollari investiti da Taipei nella Prc (apparentemente oltre 100), il  consistente surplus commerciale dell'isola con il continente (pari a  circa un terzo del pil di Taiwan), e gli oltre due milioni di taiwanesi  che vivono nella Cina comunista.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Questi numeri però non sono tanto diversi&lt;/strong&gt; da quelli  di un decennio fa. La vera novità sono i contatti tra Pechino, Shanghai e  Taiwan, con decine di voli al giorno e la grande copertura mediatica  offerta dai giornali cinesi a quanto accade sull'isola e viceversa. Hu è  riuscito a ottenere che tra il continente e Taiwan ci fossero  telecomunicazioni e collegamenti navali e aerei diretti.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I contatti tra i due lati dello Stretto&lt;/strong&gt; hanno  raggiunto una profondità senza eguali nella storia dell'isola,  semplificando la vita di milioni di taiwanesi. È impensabile che Tsai, o  chi per lei, possa tornare indietro da questa situazione. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Certo, fare passi avanti potrebbe essere molto difficile.&lt;/strong&gt;  Integrarsi politicamente vuol dire dover rispondere a domande  complicate: che ne sarà delle libere elezioni e della libera stampa di  Taiwan? Continueranno a esistere? E i partiti taiwanesi, come potranno  dialogare col Partito comunista cinese? I leader dell'isola avranno  qualche ruolo in Cina?&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Anche se le indiscrezioni fossero confermate&lt;/strong&gt; e al  presidente taiwanese fosse offerta la carica di vicepresidente della  Cina, questi potrebbe partecipare alle riunioni del politburo, il vero  centro di potere della Prc? Se la risposta è no, la sua carica sarebbe  onorifica; se la risposta è sì, il Partito dovrebbe cambiare.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Non sono domande cui sia facile rispondere per Pechino,&lt;/strong&gt;  per cui la cosa migliore al momento sarebbe metterle da parte. Proprio  per questo Hu è riuscito a mettere Taiwan in una posizione ideale per la  Cina comunista: l'isola è sotto il suo abbraccio, ma non al punto da  dover completare una difficile riunificazione politica.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Hu ha ottenuto quello che nell'agenda di politica interna&lt;/strong&gt;  della Cina era necessario ottenere dieci anni fa, ovvero interrompere  il cammino di Taiwan verso l'indipendenza, che all'epoca sembrava  inarrestabile. Se fosse stata concessa l'indipendenza formale all'isola  abitata dall'etnia Han (che rappresenta la maggioranza anche sul  continente), i movimenti indipendentisti dei territori della Prc abitati  da persone di altre etnie avrebbero ripreso vigore. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il buon esito della politica di Hu è ulteriormente comprovato&lt;/strong&gt;  dal fatto che negli ultimi due anni ci sono stati incidenti di  frontiera con molti dei vicini marittimi della Cina (Corea del Sud,  Giappone, Vietnam e Filippine), mentre con Taiwan, che un tempo era la  principale fonte di problemi, non è successo nulla. I legami con l'isola  sono stati trattati con accortezza e paiono in grado di superare &lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes/il-containment-usa-contro-la-cina-e-lex-crisi-dellitalia/29369"&gt;le crescenti tensioni tra la Cina e gli Stati Uniti&lt;/a&gt;, da decenni il principale partner militare di Taipei.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Hu ha ottenuto tutto questo attraverso lo sviluppo pacifico,&lt;/strong&gt;  con una diplomazia attenta e senza impiegare un solo soldato o sparare  un solo colpo. Questo modello potrebbe essere seguito e replicato su  scala più ampia con tutti i paesi vicini e il resto del mondo,  diventando così un importante precedente per la politica internazionale  di Pechino.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Proprio questo potrebbe essere il motivo per cui i detrattori&lt;/strong&gt;  di Hu preferiscono minimizzare il suo successo. Se la politica di Hu  con Taiwan ha funzionato, a cosa serve aumentare la spesa militare?  Bisognerebbe elaborare una strategia politica più ampia.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il numero di missili puntati su Taiwan potrebbe essere ridotto,&lt;/strong&gt;  mandando un messaggio di pace molto chiaro all'isola e al resto del  mondo. Ma una riduzione del numero di missili colpirebbe un centro di  potere in una maniera che potrebbe avere importanti ripercussioni sulle  scelte del Diciottesimo congresso.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Paradossalmente, malgrado Hu abbia davvero trionfato&lt;/strong&gt;  per quanto riguarda Taiwan, le polemiche dell'isola si riverberano su  Pechino. La retorica anti-cinese dei blu e dei verdi alimenta le  posizioni dei falchi della Prc, i quali sostengono che le aperture  pacifiche all'isola sono inutili e per affrontare Taipei e il mondo  sarebbero necessarie misure più drastiche.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sono argomentazioni miopi, ma potrebbero guadagnare terreno&lt;/strong&gt;  a Pechino data la frenetica atmosfera che precede il congresso. In fin  dei conti, l'eventuale vittoria di Tsai non cambierebbe nulla a Taipei,  ma potrebbe cambiare molto sul continente, portando fieno alla cascina  di quei falchi che i taiwanesi dicono di temere.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ironicamente, tutto ciò dimostra che l'interdipendenza&lt;/strong&gt;  tra i due lati dello stretto è cresciuta. Il dibattito politico  nell'isola influenza la Cina comunista in una maniera che sorprende gli  stessi leader taiwanesi. Ciò dimostra che la riunificazione politica si  sta già verificando e che se Pechino incombe su Taipei, anche Taipei  incombe su Pechino.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.atimes.com/atimes/China/ML21Ad02.html"&gt;Hu Jintao the real Taiwan election victor&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(Copyright 2011 Francesco Sisci - traduzione dall'inglese di Niccolò Locatelli)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5227195166072852518-1091084999598369469?l=14cina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://14cina.blogspot.com/feeds/1091084999598369469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2012/01/elezioni-taiwan-il-vincitore-e-hu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/1091084999598369469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/1091084999598369469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2012/01/elezioni-taiwan-il-vincitore-e-hu.html' title='Elezioni a Taiwan: il vincitore è… Hu Jintao'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5227195166072852518.post-6398351040170834045</id><published>2012-01-12T13:43:00.000-08:00</published><updated>2012-01-12T13:45:48.074-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Africa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Cinesi in Africa: non solo male…</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tratto dal blog di Federico Rampini (&lt;a href="http://rampini.blogautore.repubblica.it"&gt;http://rampini.blogautore.repubblica.it&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;Una crescita media del 2% all’anno nel reddito pro capite,  prolungata per un intero decennio: non è ancora un exploit a livelli  “asiatici”, ma equivale al boom economico del Sudamerica. E’ la  performance messa a segno dall’Africa, secondo uno studio pubblicato dal  Dipartimento dell’agricoltura Usa. Non più solo il Sudafrica, ma vaste  aree del continente nero aspirano ormai alla qualifica di “emergenti”.  Uno dei loro motori di sviluppo sono gli investimenti cinesi. La banca  mondiale prevede che entro pochi anni la Cina avrà “esportato” ben 85  milioni di posti di lavoro in Africa. E lo avrà fatto in parte con una  ricetta che risale a Deng Xiaoping, il padre delle riforme economiche  che lanciarono la Repubblica Popolare verso il capitalismo 30 anni fa:  la creazione di “zone speciali”, parchi tecnologico-industriali con  esenzioni fiscali e incentivi per attirare gli investimenti esteri.&lt;br /&gt;Di tutto questo in Occidente arrivano quasi soltanto gli echi negativi. E  ce ne sono, naturalmente, in abbondanza. La Cina non fa beneficienza,  anzi in molti settori gli africani lamentano l’effetto distruttivo dei  “cing-ciong”, come sono battezzati in senso spregiativo i prodotti a  basso prezzo made in China, la cui invasione ha fatto fallire molte  imprese locali provocando fenomeni di deindustrializzazione regressiva.  Altre lamentele riguardano gli abusi contro i diritti dei lavoratori,  nei settori dominati dalle imprese cinesi in Africa. Una denuncia  recente viene dallo Zimbabwe, l’ultima tra le “terre di conquista” che  la Cina ha scoperto e su cui si è avventata con avidità, attirata dai  diamanti e altre risorse minerarie. Violenze e soprusi sono stati  rivelati in un cantiere a nord di Harare, dove il colosso cinese Afecc  (Anhui Foreign Economic Construction Corporation) sta costruendo su  richiesta di Mugabe una sontuosa accademia militare. Per i 600 operai  africani che vi lavorano, alle dipendenze di 300 manager e tecnici  cinesi, la futura accademia militare è un cantiere di sfruttamento. Le  condizioni di lavoro riportare dalle ong umanitarie sono 4 dollari di  salario al giorno per turni dalle 7 del mattino alle nove di sera.  Intimidazioni, pestaggi, licenziamenti “politici” sono all’ordine del  giorno, contro chi osa ribellarsi. Lo Zimbabwe, che improvvisamente è  inondato da 10 miliardi di dollari di investimenti in arrivo da Pechino,  sta scoprendo così un problema già esploso in altri paesi africani. Il  più noto è l’esempio dello Zambia, teatro di ribellioni violente nelle  miniere gestite dai cinesi.&lt;br /&gt;Tuttavia l’attenzione unilaterale che gli occidentali riservano a questi  risvolti degradanti della “sinizzazione” dell’Africa, rischia di  svilire le dimensioni e la portata di questo fenomeno. Ancora nel 2000  gli investimenti cinesi in Africa erano un’inezia, appena 60 milioni di  dollari. Il continente nero era ancora saldamente sotto l’influenza  americana ed europea; e bloccato in una stagnazione economica  disperante. Da allora il flusso di capitali cinesi si è ingigantito in  modo spettacolare, fino a raggiungere livelli 200 volte superiori. E  siamo solo all’inizio, perché nell’invasione cinese si sta aprendo una  nuova fase. La prima stagione è stata una classica espansione  “neo-coloniale” alla ricerca di materie prime (energia, minerali,  derrate agricole e perfino terre coltivabili); in cambio della quale  tuttavia la Cina ha saputo costruire infrastrutture di ampiezza e  qualità spesso migliore a quelle lasciate dagli occidentali. La seconda  fase, che si sta aprendo ora, è all’insegna di una vera e propria  delocalizzazione. Intere industrie cinesi, afflitte da aumenti salariali  in casa propria, stanno trasferendo non solo in altri paesi asiatici  (Bangladesh, Vietnam, Cambogia) ma anche nelle aree sub-sahariane alcune  produzioni ad alta intensità di manodopera come il tessile. La politica  delle “zone franche”, con incentivi ed esenzioni fiscali, punta proprio  a questo. Un esempio è la Chinese Eastern Industry Zone in Etiopia,  dove sorge già un cementificio. Una “zona” analoga in Zambia ospita una  maxi-fonderia di rame con 6.000 posti di lavoro ed esportazioni per 450  milioni. Ghana, Uganda e Congo sono destinatari di progetti analoghi.  Anche in questo campo è possibile trovare risvolti negativi – la  “delocalizzazione dell’inquinamento” rientra in questa strategia – e  tuttavia l’Occidente ha lasciato della sua presenza in Africa ricordi  peggiori.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5227195166072852518-6398351040170834045?l=14cina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://14cina.blogspot.com/feeds/6398351040170834045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2012/01/cinesi-in-africa-non-solo-male.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/6398351040170834045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/6398351040170834045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2012/01/cinesi-in-africa-non-solo-male.html' title='Cinesi in Africa: non solo male…'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5227195166072852518.post-3690547132724124187</id><published>2011-08-03T04:50:00.000-07:00</published><updated>2011-08-03T04:51:55.823-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disoccupazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Robot'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foxconn'/><title type='text'>Un milione di robot nelle fabbriche dell'iPhone</title><content type='html'>Articolo tratto da "la Repubblica" (http://www.repubblica.it)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;h3&gt;La Foxconn, che costruisce i dispositivi di Apple, Amazon,  Sony, Dell, annuncia di voler incrementare il numero di automi nelle sue  fabbriche. Dai 10 mila di oggi, a 300 mila l'anno per i prossimi tre  anni. A rischio un milione e 200 mila posti di lavoro. In quest'azienda,  nel 2010, si sono verificati una serie di suicidi &lt;em class="author"&gt;di JAIME D'ALESSANDRO&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;         &lt;div class="sidebar"&gt;             &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/images/2011/08/01/135902767-9aae7d0d-16d9-4def-80ef-d2d709b78a90.jpg" alt="Un milione di robot  nelle fabbriche dell'iPhone" title="Un milione di robot  nelle fabbriche dell'iPhone" height="197" width="300" /&gt;&lt;/p&gt;                     &lt;/div&gt;     &lt;strong&gt;ROMA -&lt;/strong&gt; Impiegare un milione di robot entro tre  anni. Il piano è della Foxconn International Holdings, la più grande  multinazionale in fatto di componenti elettronici con un giro d'affari  da circa 60 miliardi di dollari. Colosso taiwanese che costruisce in  Cina dispositivi come iPhone e iPad della Apple, parti della PlayStation  3 della Sony, del Kindle di Amazon e che ha per clienti buona parte dei  giganti dell'elettronica, da Dell a Nintendo, passando per Microsoft,  Acer, Nokia, Intel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I suoi dipendenti, un milione e duecentomila  persone concentrate soprattutto nelle tredici fabbriche cinesi,  potrebbero quindi perdere il lavoro a breve. Terry Gou, fondatore e  amministratore delegato della compagnia, ha appena annunciato di voler  aumentare il numero di automi nella sua azienda facendoli passare dalle  attuali diecimila unità a circa trecentomila per il prossimo anno. Con  l'obbiettivo di raggiungere il milione entro il 2014.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un piano  industriale che non ha precedenti. Basti pensare che il mercato dei  robot valeva fino ad oggi 16 miliardi di dollari. Potendo contare, al di  là della forma o della funzione, su poco più di un milione di unità  attive in tutto il mondo. In Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud, Cina,  Germania e Italia ne sono stati venduti 53 mila nel 2010, dei quali  circa 2900 nel nostro Paese. I robot industriali, la maggioranza,  vengono impiegati appunto nella fabbricazione di tecnologia di consumo,  di automobili e nella farmaceutica. Almeno stando alla International  Federation of Robotics,   associazione che dal 1987 studia questo settore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Foxconn era già finita sotto i riflettori nel 2010 a causa della &lt;a class="footnote" href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/05/19/news/suicidi_nella_fabbrica_dell_ipad_il_mistero_cinese_della_foxconn-4197947/index.html?ref=search"&gt;serie di suicidi &lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;  avvenuti a gennaio e febbraio fra i suoi dipendenti. Quattordici  persone che si son tolte la vita a causa delle dure condizioni di lavoro  e delle discriminazioni, presunte, fra impiegati di Taiwan e impiegati  cinesi. Lo scandalo aveva portato a una serie di indagini interne, a una  difesa d'ufficio di &lt;a class="footnote" href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/06/02/news/jobs_foxconn-4516882/index.html?ref=search"&gt;Steve Jobs &lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;,  capo di Apple, e a un modulo di impegno per non commettere suicidio  fatto firmare dalla Foxconn agli operai. All'epoca Terry Gou aveva  dichiarato di esser talmente preoccupato per quanto accaduto da non  poter più dormire la notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'impiego di un milione di robot  dovrebbe risolvere alla base il problema, almeno dal suo punto di vista.  Si tratta di una decisione che altre aziende che costruiscono in Cina  potrebbero seguire, dando vita a un processo che avrà effetti simili  alla deindustrializzazione di Detroit e del Michigan. Fra il 2000 e il  2008, nella cosiddetta Motor City, a causa dello spostamento nei Paesi  emergenti della produzione di automobili, si persero 150 mila posti di  lavoro. Ultima fase di un lungo declino, ne parlò anche Michael Moore  nel suo primo documentario &lt;em&gt;Roger &amp;amp; Me&lt;/em&gt;, che ha dimezzato gli abitanti della metropoli americana dai due milioni degli anni Cinquanta ai 713 mila di oggi.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stavolta  però il fenomeno è su scala maggiore e accadrà più velocemente,  investendo in particolar modo Shenzhen, città costiera cinese dove sono  concentrate molte delle fabbriche della Foxconn.                        &lt;p class="disclaimer clearfix"&gt;         &lt;span&gt;(01 agosto 2011)&lt;/span&gt;                  © Riproduzione riservata     &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5227195166072852518-3690547132724124187?l=14cina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://14cina.blogspot.com/feeds/3690547132724124187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/08/un-milione-di-robot-nelle-fabbriche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/3690547132724124187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/3690547132724124187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/08/un-milione-di-robot-nelle-fabbriche.html' title='Un milione di robot nelle fabbriche dell&apos;iPhone'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5227195166072852518.post-6189049534318577263</id><published>2011-07-13T12:33:00.000-07:00</published><updated>2011-07-13T12:36:25.243-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nucleare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Energie rinnovabili'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giappone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Energia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Giappone, svolta del premier "Futuro senza nucleare"</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da "la Repubblica" (&lt;a href="http://www.repubblica.it"&gt;http://www.repubblica.it&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;        &lt;h3&gt;Dopo l'incidente di Fukushima il primo ministro Naoto Kan  annuncia che il Paese ridurrà progressivamente il ricorso all'atomo:  "Dobbiamo concepire una società che possa farne a meno". E sui reattori  della centrale: "Potrebbero volerci oltre dieci anni per smantellarli"&lt;/h3&gt;         &lt;div class="sidebar"&gt;                          &lt;p&gt;                             &lt;img src="http://www.repubblica.it/images/2011/07/13/123942063-64f0587b-6e5d-4de9-8cd1-265b59029181.jpg" alt="Giappone, svolta del premier  &amp;quot;Futuro senza nucleare&amp;quot;" title="Giappone, svolta del premier  &amp;quot;Futuro senza nucleare&amp;quot;" height="188" width="300" /&gt;                             &lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il premier Naoto Kan&lt;/span&gt;                         &lt;/p&gt;                                     &lt;/div&gt;     &lt;strong&gt;TOKYO -&lt;/strong&gt; Il premier giapponese Naoto Kan ha  dichiarato che il Giappone deve ridurre la propria dipendenza  dell'energia nucleare e puntare verso una società in grado di farne a  meno. Tenuto conto della gravità dell'incidente di Fukushima, "non si  può più sostenere che la politica condotta fino ad oggi garantisca la  sicurezza dello sfruttamento dell'energia nucleare. Dobbiamo concepire  una società che possa farne a meno", ha spiegato Kan in conferenza  stampa. Parlando del disastro di marzo, il primo ministro ha affermato  che "ci potrebbero volere cinque, dieci anni o anche più per il  definitivo smantellamento dei reattori della centrale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Riduzione a favore delle energie rinnovabili".&lt;/strong&gt;  Secondo il capo del governo nipponico è necessario rivedere i  fondamentali della politica energetica del Paese che, prima  dell'incidente alla centrale nucleare, prevedeva un aumento della quota  di elettricità fornita dal nucleare fino al 50% entro il 2030, contro il  30% nel 2010. Kan è a favore di una "riduzione progressiva" della quota  nucleare a favore delle energie rinnovabili, solare, eolico e da  biomassa, con l'obiettivo finale di un abbandono completo del nucleare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In  Giappone ci sono attualmente 54 reattori, di cui solo 19 in funzione:  gli altri 35 sono fermi, alcuni a causa del terremoto, altri per  manutenzione. Un blocco che, ha spiegato il premier, assicura comunque  una produzione energetica sufficiente sia per l'estate sia per  l'inverno. Il governo ha imposto che prima di essere riavviati vengano  sottoposti a nuovi e severi test di resistenza ad eventi catastrofici  naturali. Il dibattito su una legge quadro sulle energie rinnovabili  dovrebbe cominciare domani in Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;p class="disclaimer clearfix"&gt;         &lt;span&gt;(13 luglio 2011)&lt;/span&gt;                  © Riproduzione riservata     &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5227195166072852518-6189049534318577263?l=14cina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://14cina.blogspot.com/feeds/6189049534318577263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/07/giappone-svolta-del-premier-futuro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/6189049534318577263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/6189049534318577263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/07/giappone-svolta-del-premier-futuro.html' title='Giappone, svolta del premier &quot;Futuro senza nucleare&quot;'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5227195166072852518.post-3721493180477440081</id><published>2011-07-05T13:08:00.000-07:00</published><updated>2011-07-05T13:10:26.420-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Naoto Kan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terremoto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tsunami'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giappone'/><title type='text'>Giappone, si dimette il neo-ministro per la Ricostruzione</title><content type='html'>&lt;span class="sub_art_block" style="float: right; font-style: italic;"&gt;&lt;span id="sharethis_0"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Si era rifiutato di stringere la mano al governatore di una prefettura colpita dallo tsunami, suscitando indignazione popolare &lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/52/525/5254/52547.jpg" alt="" height="150" width="290" /&gt;Dopo solo una settimana dalla sua nomina, il &lt;strong&gt;ministro giapponese per la Ricostruzione&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Ryu Matsumoto&lt;/strong&gt;, ha &lt;strong&gt;rassegnato le proprie dimissioni&lt;/strong&gt;. Le modalità con cui egli aveva iniziato a gestire i rapporti con i governatori delle regioni colpite dal &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27585/Giappone%2C+terremoto+e+tsunami+potrebbero+costare+al+Paese+21+miliardi+di+euro" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;terremoto e dallo tsunami del marzo scorso&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; hanno suscitato &lt;strong&gt;indignate reazioni nell'opinione pubblica&lt;/strong&gt;, scatenatasi sul web.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In un primo tour in qualità di neo-ministro, Matsumoto si era era recato in visita nelle &lt;strong&gt;prefetture colpite dallo tsunami di Iwate e Miyagi&lt;/strong&gt;, ma il suo &lt;strong&gt;comportamento&lt;/strong&gt; è stato giudicato &lt;strong&gt;alquanto spiacevole&lt;/strong&gt;. Il ministro si &lt;strong&gt;rifiutò di stringere la mano del governatore di Miyagi &lt;/strong&gt;come segno di protesta dal momento che quest'ultimo lo avrebbe fatto attendere qualche minuto prima di presentarsi. A &lt;strong&gt;Takuya Tasso&lt;/strong&gt;,  invece, governatore di Iwate, Matsumoto disse che il governo "avrebbe  aiutato solo le regioni che avessero presentato delle proposte". In  conferenza stampa, in seguito, aveva assunto &lt;strong&gt;toni minacciosi nei confronti dei giornalisti&lt;/strong&gt;, intimati di non diffondere le sue dichiarazioni, pena la chiusura delle loro redazioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le Tv hanno trasmesso le dichiarazioni del ministro 60enne, e &lt;strong&gt;la dura reazione dell'opinione pubblica &lt;/strong&gt;non si è fatta attendere. Sul web e non solo, si sono moltiplicate &lt;strong&gt;le richieste di dimissioni&lt;/strong&gt;, arrivate infine oggi, in una conferenza stampa a Tokio, con queste parole: "&lt;strong&gt;Vorrei scusarmi&lt;/strong&gt; per aver offeso le persone che vivono nelle aree disastrate. Pensavo di essere stato vicino emotivamente alle vittime del &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28829/Giappone%2C+raddoppiano+le+stime+della+radioattivit%E0+emessa+dall%27impianto+di+Fukushima" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;disastro&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, ma mi sono mancate le parole giuste e &lt;strong&gt;i miei commenti sono stati troppo duri&lt;/strong&gt;".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le dimissioni di Matsumoto colpiscono &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28769/Giappone%2C+rischio+sfiducia+per+Naoto+Kan" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;un governo già in difficoltà&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. Il ministero per la Ricostruzione è una creazione recente dell'impopolare premier &lt;strong&gt;Naoto Kan&lt;/strong&gt;,  che attraverso l'istituzione del dicastero cercava di smorzare le  frequenti critiche alla sua gestione dei disastri che hanno colpito il  Paese.&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5227195166072852518-3721493180477440081?l=14cina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://14cina.blogspot.com/feeds/3721493180477440081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/07/giappone-si-dimette-il-neo-ministro-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/3721493180477440081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/3721493180477440081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/07/giappone-si-dimette-il-neo-ministro-per.html' title='Giappone, si dimette il neo-ministro per la Ricostruzione'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5227195166072852518.post-1962620897229339494</id><published>2011-06-30T05:13:00.000-07:00</published><updated>2011-06-30T05:15:27.520-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Hu Jintao'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Omar el-Bashir'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amnesty International'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Popoli'/><title type='text'>Cina, rinnovati i rapporti di amicizia con il Sudan</title><content type='html'>&lt;div class="titolo_singolo"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;  Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;  &lt;/div&gt;&lt;span class="sub_art_block" style="float:right;"&gt;&lt;span id="sharethis_0"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div style="font-weight: bold;" class="sottotitolo_singolo"&gt;Omar el-Bashir in visita a Pechino è  stato accolto come 'un amico e un fratello'. I due Paesi mirano a  rafforzare la cooperazione soprattutto nel settore minerario e agricolo&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/52/523/5235/52357.jpg" alt="" height="180" width="300" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Cina ribadisce il proprio rapporto di amicizia con il &lt;strong&gt;Sudan&lt;/strong&gt;, nel giorno successivo alla &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/29193/Sudan%2C+Omar+al+Bashir+in+visita+a+Pechino.+Ad+Addis+Abeba+vicini+a+mediazione+crisi+nel+sud+Kordofan"&gt;visita del  presidente &lt;strong&gt;Omar el-Bashir&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. Quest'ultimo, accusato di &lt;strong&gt;crimini contro l'umanità&lt;/strong&gt; dalla &lt;strong&gt;Corte Penale Internazionale&lt;/strong&gt;, è stato ricevuto da &lt;strong&gt;Hu Jintao &lt;/strong&gt;come un "amico e un fratello". La foto dei due leader si trova oggi sulla prima pagina di molti giornali cinesi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Pechino, il portavoce governativo &lt;strong&gt;Hong Lei&lt;/strong&gt; ha dichiarato: "L' amicizia tra Cina e Sudan ha radici antiche, e la Cina non cambierà la sua &lt;strong&gt;politica di amicizia &lt;/strong&gt;qualsiasi  siano gli sviluppi della situazione internazionale e di quella  sudanese". "Pechino - ha aggiunto -  ha sempre rispettato le scelte del  popolo sudanese e spera che il Nord e il Sud possano procedere secondo  gli interessi fondamentali della nazione e raggiungere una &lt;strong&gt;pacifica riconciliazione nazionale&lt;/strong&gt;". La Cina vorrebbe inoltre rafforzare la &lt;strong&gt; cooperazione &lt;/strong&gt;col Sudan, e farla avanzare soprattuto nei &lt;strong&gt;settori &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28785/Cina%2C+aperta+un%27inchiesta+sulle+miniere+di+carbone"&gt;minerario&lt;/a&gt; e agricolo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le autorità di Pechino hanno inoltre replicato alle accuse di &lt;strong&gt;Amnesty International&lt;/strong&gt;, che in un rapporto diffuso oggi parla di  "&lt;strong&gt;attacco implacabile&lt;/strong&gt;" della Cina agli &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28544/Cina%2C+confermato+arresto+attivista+Ni+Yulan"&gt;&lt;strong&gt;avvocati &lt;/strong&gt;per i &lt;strong&gt;diritti umani&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. "Gli avvocati cinesi - ha sostenuto il portavoce del ministero degli &lt;strong&gt;Esteri &lt;/strong&gt;in una conferenza stampa a Pechino - fanno il loro lavoro sulla base della Costituzione, e non esistono le cosiddette &lt;strong&gt;scomparse &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;detenzioni arbitrarie&lt;/strong&gt;".&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5227195166072852518-1962620897229339494?l=14cina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://14cina.blogspot.com/feeds/1962620897229339494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/06/cina-rinnovati-i-rapporti-di-amicizia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/1962620897229339494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/1962620897229339494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/06/cina-rinnovati-i-rapporti-di-amicizia.html' title='Cina, rinnovati i rapporti di amicizia con il Sudan'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5227195166072852518.post-2198405422427535845</id><published>2011-06-07T13:59:00.000-07:00</published><updated>2011-06-07T14:02:12.205-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='welfare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stato sociale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Risorse'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensioni Diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Popoli'/><title type='text'>Al via il welfare alla cinese</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Una legge di sicurezza sociale rende  il Dragone un po' più simile all'Occidente e coinvolge anche gli  stranieri. Ma i primi a lamentarci siamo proprio noi&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt; &lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/51/511/5110/51100.jpg" alt="" height="207" width="310" /&gt;Entra in vigore il &lt;strong&gt;primo luglio&lt;/strong&gt;, ma già scatena polemiche: è la &lt;strong&gt;legge di sicurezza sociale cinese&lt;/strong&gt;,  approvata lo scorso ottobre. Per le autorità di Pechino è un passo  verso l'integrazione con i Paesi sviluppati d'Occidente, nel segno del &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28125/Cina%2C+eguaglianza+per+legge" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;welfare&lt;/strong&gt;, dei &lt;strong&gt;diritti&lt;/strong&gt; e dei &lt;strong&gt;doveri&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. Ma per chi ha puntato sulla &lt;a href="http://it.peacereporter.net/area/65/1/Cina" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;Cina&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; come paradiso del &lt;strong&gt;business senza vincoli&lt;/strong&gt;, è una &lt;strong&gt;sciagura&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La legge è il primo tentativo organico di trovare &lt;strong&gt;risorse per finanziare lo stato sociale&lt;/strong&gt;. In estrema sintesi, prevede che &lt;strong&gt;sia imprese sia dipendenti&lt;/strong&gt; che operano e risiedono in Cina &lt;strong&gt;paghino le &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26236/Cina%2C+tassa+dell%27armonia+per+megalopoli+del+caos" target="_self"&gt;tasse&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; che andranno poi a finanziare &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/24526/Cina%2C+dal+figlio+unico+alla+riforma+delle+pensioni" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;pensioni&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, &lt;strong&gt;sistema sanitario&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;sussidi di disoccupazione&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;infortuni sul lavoro&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;maternità&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si applica anche agli stranieri&lt;/strong&gt;  che da più di sei mesi lavorano in Cina, e qui sorgono i problemi. Se  autorità e commentatori locali sono infatti concordi nel sostenere che  la legge "assicurerà ai dipendenti stranieri gli stessi benefici dei  cinesi" (nonché i doveri), il &lt;em&gt;Wall Street Journal&lt;/em&gt; e alcune imprenditori occidentali si sono già affrettati a sottolineare come Pechino intenda far pagare ai cosiddetti &lt;em&gt;expat&lt;/em&gt; il proprio welfare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I circa &lt;strong&gt;seicentomila stranieri che lavorano in Cina&lt;/strong&gt;,  di fatto, pagheranno le tasse e potranno accedere ai servizi previsti  dalla legge. Nulla di strano: giusto per fare un esempio, anche un  italiano che vive e risiede in Svezia paga tasse e contributi  previdenziali che poi gli ritorneranno sotto forma di cure sanitarie e  pensione d'anzianità.&lt;br /&gt;Nel malcelato fastidio espresso dal capitalismo occidentale c'è sicuramente un &lt;strong&gt;aspetto ideologico&lt;/strong&gt;:   la salute non è un diritto, ma una merce che si paga; e per la  pensione ci sono le assicurazioni private. Ma il problema sembra  risiedere soprattutto nella &lt;strong&gt;traduzione &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28224/Metropoli+Cina" target="_self"&gt;nel particolare contesto cinese&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; di un principio condiviso dai più e della conseguente norma di legge.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Prima di tutto, &lt;strong&gt;non è ancora chiaro a quanto ammonteranno le aliquote&lt;/strong&gt; e, così pare, le &lt;strong&gt;autorità locali&lt;/strong&gt; avranno ampia &lt;strong&gt;discrezionalità&lt;/strong&gt;  in merito. In Cina non è raro che i dettagli di una legge emergano mesi  dopo la sua entrata in vigore, il rischio è che un eccesso di  discrezionalità determini &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28389/La+Cina+tra+legalit%E0+e+arbitrio" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;arbitrio&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. Se i contributi saranno analoghi a quelli dei cinesi, si calcola che se ne andranno in tasse il &lt;strong&gt;37 per cento dei profitti mensili&lt;/strong&gt; di un'azienda e l'&lt;strong&gt;11 per cento del salario&lt;/strong&gt; di un dipendente.  Il blog &lt;em&gt;Shangaiist&lt;/em&gt; traduce questa percentuale in moneta sonante: ogni lavoratore potrebbe costare alla sua azienda fino all'equivalente di &lt;strong&gt;450 euro mensili&lt;/strong&gt; in contributi; &lt;strong&gt;130 euro&lt;/strong&gt; saranno a carico del lavoratore stesso. Ma sono solo previsioni e per avere la certezza bisognerà attendere.&lt;br /&gt;La seconda obiezione riguarda i &lt;strong&gt;contributi pensionistici&lt;/strong&gt;. La legge stabilisce che un dipendente straniero deve aver vissuto &lt;strong&gt;almeno quindici anni in Cina&lt;/strong&gt; per avere diritto a una pensione. La maggior parte dei lavoratori stranieri pratica invece un'&lt;strong&gt;emigrazione mordi e fuggi&lt;/strong&gt;, resta oltre Muraglia per periodi inferiori. &lt;strong&gt;Rischiano di perdere i contributi?&lt;/strong&gt;  Le autorità cinesi hanno specificato che, con appositi accordi, gli  anni di contributi potranno essere conteggiati anche dopo il ritorno in  patria.&lt;br /&gt;C'è poi il problema di &lt;strong&gt;chi ha già un'assicurazione privata&lt;/strong&gt; stipulata nel Paese d'origine. In questo caso, le autorità cinesi parlano di "&lt;strong&gt;accordi di sicurezza sociale bilaterali&lt;/strong&gt;" con i singoli Paesi d'appartenenza: con Germania e Corea del Sud esistono già.&lt;br /&gt;Infine ci sono perplessità sulla &lt;strong&gt;qualità dei servizi&lt;/strong&gt;: perché, sostengono gli scettici, un dipendente straniero dovrebbe pagare per un &lt;strong&gt;sistema sanitario pubblico&lt;/strong&gt; di cui &lt;strong&gt;non si conosce l'efficienza&lt;/strong&gt;?  Al di là del fatto un'obiezione del genere potrebbero farla anche i  lavoratori cinesi, questo è il rischio che si corre un po' dappertutto  nel mondo. E finché in Cina non si inaugurerà un sistema sanitario  pubblico universale, non si potrà neanche verificare la sua efficienza.  L'Occidente, detta diversamente, non può criticare la Cina perché non si  conforma ai diritti come li intendiamo noi, e poi continuare ad  attaccarla quando decide di farlo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il sospetto è che però ci sia qualcosa che i critici occidentali  della legge non vogliono dire: il fatto cioè che un welfare cinese, e la  necessità di finanziarlo, renda &lt;strong&gt;meno conveniente esternalizzare le produzioni in Cina&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Più tasse&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;più &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28101/Cina%2C+forza+lavoro+mutante" target="_self"&gt;costo del lavoro&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, anche per i recenti aumenti salariali determinati da alcune lotte vittoriose del proletariato cinese: c'è il rischio di dover &lt;strong&gt;traslocare in fretta e furia in qualche altra "fabbrica del mondo" &lt;/strong&gt;più a buon mercato.&lt;br /&gt;Qui l'&lt;strong&gt;Occidente&lt;/strong&gt; misura una delle sue &lt;strong&gt;contraddizioni più stridenti&lt;/strong&gt;.  Da anni ormai, ci lamentiamo proprio perché le imprese nostrane  delocalizzano oltre Muraglia, alla ricerca di vantaggi competitivi, e  non creano più occupazione dalle nostre parti. Adesso che il modello  cinese sta cambiando, temiamo di perdere proprio i vantaggi che ci  spingevano là. Insomma, l'&lt;strong&gt;aumento del costo del lavoro e della fiscalità rende la Cina più simile a noi&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;non siamo più tanto sicuri che questo ci piaccia&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="color:#cc6600; text-align: right; font-size: 1.25em; font-weight: bold;"&gt;Gabriele Battaglia&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5227195166072852518-2198405422427535845?l=14cina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://14cina.blogspot.com/feeds/2198405422427535845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/06/al-via-il-welfare-alla-cinese.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/2198405422427535845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/2198405422427535845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/06/al-via-il-welfare-alla-cinese.html' title='Al via il welfare alla cinese'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5227195166072852518.post-1040042343361513317</id><published>2011-05-30T09:41:00.000-07:00</published><updated>2011-05-30T09:43:56.818-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trattative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kim Jong-Il'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lee Myung-bak'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Corea del Sud'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Corea del Nord'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Popoli'/><title type='text'>Corea del Nord, interrotte le trattative con Seul</title><content type='html'>&lt;span class="sub_art_block" style="float: right; font-style: italic;"&gt;&lt;span id="sharethis_0"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Lo ha dichiarato un portavoce della Commissione nazionale di Difesa nordcoreana, che minaccia rappresaglie contro il Sud&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/50/508/5080/50800.jpg" alt="" height="196" width="300" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Corea del Nord interrompe &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28206/Corea+del+Nord%2C+Carter%3A+%27Kim+Jong+Il+pronto+a+un+incontro+con+il+presidente+sudcoreano%27"&gt;le trattative&lt;/a&gt; con la &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27109/Corea+del+Sud%2C+esercitazioni+con+gli+Usa.+Pyongyang+minaccia+la+guerra+a+oltranza"&gt;Corea del Sud&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, con la quale&lt;strong&gt; taglia ogni "comunicazione di tipo militare"&lt;/strong&gt;, e annuncia una vera e propria &lt;strong&gt;rappresaglia &lt;/strong&gt;"contro la &lt;strong&gt;guerra psicologica&lt;/strong&gt;" anti-Pyongyang promossa da Seul. Lo riferisce la &lt;em&gt;Kcna&lt;/em&gt;, che cita un portavoce della &lt;strong&gt;Commissione nazionale di Difesa&lt;/strong&gt; nordcoreana. Quest'ultimo ha dichiarato inoltre che che verrà chiuso l'ufficio di collegamento nella zona del &lt;strong&gt;Monte Kumgang&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Nord minaccia di &lt;strong&gt;intraprendere "un'azione fisica&lt;/strong&gt;,  senza alcun preavviso e in qualsiasi momento, contro ogni bersaglio,  per fare fronte alla guerra psicologica anti-Repubblica popolare  democratica di Corea". "L'esercito e il popolo della Corea del Nord - ha  poi dichiarato il portavoce di  Pyongyang - non potranno mai negoziare  con il traditore &lt;strong&gt;Lee Myung-bak&lt;/strong&gt; e il suo clan".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'annuncio delle autorità nordcoreane arriva pochi giorni dopo l'auspicio del "caro leader", &lt;strong&gt;Kim Jong-Il&lt;/strong&gt;, di riprendere i colloqui col Sud, espresso a conclusione della sua recente &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28641/Corea+del+nord%2C+il+%27caro+leader%27+in+visita+a+Pechino"&gt;visita in Cina&lt;/a&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5227195166072852518-1040042343361513317?l=14cina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://14cina.blogspot.com/feeds/1040042343361513317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/05/corea-del-nord-interrotte-le-trattative.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/1040042343361513317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/1040042343361513317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/05/corea-del-nord-interrotte-le-trattative.html' title='Corea del Nord, interrotte le trattative con Seul'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5227195166072852518.post-2938179633573071670</id><published>2011-04-28T06:25:00.000-07:00</published><updated>2011-04-28T06:27:26.782-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emigrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricchi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Cina, la fuga di Paperone</title><content type='html'>&lt;div class="titolo_singolo"&gt;  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;La nuova emigrazione è quella dei ricchi: talenti e risorse se ne vanno&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt; &lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/48/488/4889/48895.jpg" alt="" width="310" height="207" /&gt;&lt;strong&gt;I ricchi cinesi emigrano&lt;/strong&gt;. È forse questa la scoperta più curiosa del &lt;em&gt;2011 China Private Wealth Study&lt;/em&gt;, a cura della China Merchants Bank e dell'agenzia di consulenza Bain &amp;amp; Company.&lt;br /&gt;È una nuova onda iniziata da un paio d'anni, che segue quella degli &lt;strong&gt;intellettuali&lt;/strong&gt; (anni Settanta) e dei "&lt;strong&gt;talenti tecnologici&lt;/strong&gt;" (anni Novanta).&lt;br /&gt;Il Dragone, terra promessa per chi vuole fare business o comunque svoltare collocandosi nella &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28101/Cina%2C+forza+lavoro+mutante" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;parte più dinamica del mondo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, si trasforma automaticamente in un &lt;strong&gt;luogo da cui fuggire&lt;/strong&gt; mano a mano che il patrimonio sale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Almeno il &lt;strong&gt;sessanta per cento dei cinesi ad alto reddito&lt;/strong&gt; è emigrato all'estero o ha intenzione di farlo. Per "alto reddito" si intendono gli individui che dispongono di almeno &lt;strong&gt;10 milioni di yuan&lt;/strong&gt; (poco più di un milione di euro) da investire. Attualmente sono &lt;strong&gt;circa 500mila&lt;/strong&gt;;  se la media si attesta sui 30 milioni (poco meno di 3 milioni e 150mila  euro) di patrimonio, tra di loro c'è anche un'élite di ricchissimi -  circa ventimila persone - che dispone di almeno 100 milioni di yuan (10  milioni di euro e briciole). La fetta di ricchezza complessiva di cui  dispongono questi paperoni cinesi è stimata sui &lt;strong&gt;15mila miliardi di yuan&lt;/strong&gt; e dovrebbe salire a 18mila miliardi il prossimo anno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Emigrano soprattutto negli &lt;strong&gt;Usa&lt;/strong&gt;, in &lt;strong&gt;Canada&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Gran Bretagna&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Australia&lt;/strong&gt;. Paesi dove trovano &lt;strong&gt;migliori scuole per i loro figli&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;schemi pensionistici più vantaggiosi&lt;/strong&gt;. Queste sono le ragioni che i più indicano all'origine della propria scelta. Le &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26236/Cina%2C+tassa+dell%27armonia+per+megalopoli+del+caos" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;tasse&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; invece non c'entrano, visto che solo il sei per cento dichiara di andarsene dalla Cina per l'eccessivo carico fiscale.&lt;br /&gt;Nessun  riferimento a un'eventuale scelta politica, ma forse non era quello  l'oggetto d'indagine della ricerca. D'altra parte stiamo parlando del  ceto di nuovi ricchi che ha &lt;strong&gt;beneficiato delle peculiarità insite nel sistema cinese&lt;/strong&gt;, al suo interno ha costruito le proprie fortune anche grazie alla &lt;em&gt;deregulation&lt;/em&gt; nel mercato del lavoro e alla compressione dei salari. Perché dovrebbero criticarlo?&lt;br /&gt;Se ne vanno grazie a speciali programmi messi i piedi dai Paesi che li ospitano e che &lt;strong&gt;legano permessi di immigrazione a investimenti in loco&lt;/strong&gt;. I &lt;em&gt;laowai&lt;/em&gt; (stranieri) accolgono loro ma, soprattutto, i loro portafogli.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E così noi li vediamo fare shopping nelle capitali del mondo -  soprattutto quello anglosassone - senza sapere che proprio lì vivono. A  volte, &lt;strong&gt;qualche governo si preoccupa&lt;/strong&gt; un po'. Così, per esempio, di fronte al raddoppiamento dell'immigrazione cinese tra il 2008 e il 2010, il &lt;strong&gt;Canada&lt;/strong&gt; ha pensato bene di raddoppiare anche il livello minimo di investimento per concedere il visto: &lt;strong&gt;almeno 1,6 milioni di dollari canadesi&lt;/strong&gt; (poco più di un milione di euro) in patrimonio netto. Li vogliamo ricchi, ma ricchi davvero.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo esodo pone &lt;strong&gt;un paio di quesiti alla Cina stessa&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Primo&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Quanta ricchezza&lt;/strong&gt; di quella che i ricchi emigranti esportano con la propria persona &lt;strong&gt;ritorna&lt;/strong&gt; poi in Cina sotto forma di rimesse o nuovi investimenti?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Secondo&lt;/strong&gt; (collegato al primo). Il Dragone non riconosce la &lt;strong&gt;doppia nazionalità&lt;/strong&gt;.  Se uno emigra, perde il passaporto cinese. Non sarà forse il caso di  rivedere questa normativa per evitare che un ricco se ne vada  definitivamente, senza restituire nulla al Celeste Impero?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Su &lt;em&gt;Global Times&lt;/em&gt; - versione pop del Quotidiano del popolo -  un commento stigmatizza il fenomeno e si chiede come arginarlo. Chiunque  - si legge - ha diritto di investire e risiedere dove gli pare, ma il  fatto che questo determini un fuggi fuggi di ricchezze e (soprattutto)  talenti rivela che &lt;strong&gt;è proprio il sistema cinese a non funzionare&lt;/strong&gt;. O a non funzionare &lt;em&gt;più&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Bisogna quindi offrire &lt;strong&gt;più qualità di vita&lt;/strong&gt;, &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28125/Cina%2C+eguaglianza+per+legge" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;sia ai ricchi sia ai poveri&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, e &lt;em&gt;Global Times&lt;/em&gt; insiste su &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26938/Cina%2C+i+polmoni+dei+minatori" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;un'idea allargata di welfare&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;:  "Le persone che dispongono di grandi fortune perseguono uno stile di  vita altamente qualitativo, ma in Cina il welfare pubblico e i servizi,  come l'istruzione e l'assistenza sanitaria, sono ben lungi  dal  soddisfare le aspettative della gente comune, figuriamoci dei ricchi.&lt;br /&gt;Un esempio è quello della &lt;strong&gt;sicurezza alimentare&lt;/strong&gt;.  Recenti statistiche rivelano che, se il 99,8 dei generi alimentari  destinati all'esportazione rispettano i requisiti di sicurezza, la  percentuale destinata al mercato interno scende sotto il 90 per cento."&lt;/p&gt; &lt;p&gt;È una soluzione che &lt;strong&gt;tiene insieme i destini di chi ha e chi non ha&lt;/strong&gt;: tutti vogliono migliorare il proprio status, nessuno vuol finire avvelenato da cibi più scadenti di quelli &lt;em&gt;export-oriented&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ma non tiene conto del fatto che &lt;strong&gt;gli interessi, con i redditi, divergono&lt;/strong&gt;.  Quando si parla di welfare, ci vuole qualcuno che lo finanzi attraverso  tasse e investimenti sul territorio. Il multimilionario che salta sul  primo aereo per Vancouver non sembra di questo avviso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Cina riscopre le &lt;strong&gt;divisione in classi&lt;/strong&gt; e proprio nel momento  in cui vuole &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27247/Cina%2C++guerra+alla+povert%E0" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;ridurre il divario tra ricchi e poveri&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, è pugnalata alle spalle dai suoi paperoni: quelli che proprio il sistema ha prodotto e che oggi non accettano di &lt;strong&gt;redistribuire le proprie risorse&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5227195166072852518-2938179633573071670?l=14cina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://14cina.blogspot.com/feeds/2938179633573071670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/04/cina-la-fuga-di-paperone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/2938179633573071670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/2938179633573071670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/04/cina-la-fuga-di-paperone.html' title='Cina, la fuga di Paperone'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5227195166072852518.post-3799295967680010785</id><published>2011-04-18T13:36:00.000-07:00</published><updated>2011-04-18T13:57:07.067-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='esteri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Cina &amp; Co.</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Rinascita (&lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.rinascita.eu/"&gt;http://www.rinascita.eu&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;)&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;da quest'articolo in poi articoli anche sulla pagina fan di Facebook su "Il Mondo Futuro".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                         &lt;div style="color: rgb(153, 0, 0); margin-bottom: 5px; width: 630px; font-size: 13px;" align="left"&gt;      &lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;          &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;             &lt;td style="line-height: 20px;" align="left"&gt;                 di: &lt;a href="http://www.rinascita.eu/index.php?action=search&amp;amp;q=Ugo+Gaudenzi&amp;amp;dove=f" style="text-decoration: none;" title="Cerca articoli di Ugo Gaudenzi"&gt;Ugo Gaudenzi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;          &lt;/td&gt;                     &lt;/tr&gt;             &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;     &lt;/div&gt;                              Buone nuove dalla Cina. (Per i “globalizzatori”, però, sono  cattive). La “Banca popolare cinese” - la stessa che nel mondo acquista a  man bassa i debiti pubblici, ultimo, quello spagnolo: poi tocca a  noi...  e che ha le sue riserve zeppe di dollari-carta straccia - ha  deciso un secco rastrellamento della liquidità.&lt;br /&gt;Complice il suo 9,7  per cento di crescita economica annua, dietro  l’angolo di Pechino sta bussando un mostro ben conosciuto in Occidente:  l’inflazione. Un mostro che, se non governato, porrebbe nuove minacce  alla stabilità sociale, già assai precaria in un sistema anomalo che  esclude sia pensioni e assistenza al commercio e sia garanzie di qualità  del lavoro e di equilibrio tra redditi e produzione. E, al contrario,  un mostro che, se frenato, come sembra oggi la linea di Pechino, frena  appunto la liquidità, arresta i prestiti e gli investimenti sia delle  imprese che delle famiglie.&lt;br /&gt;Fatto sta che non soltanto la produzione ma anche la crescita dei prezzi  al consumo (+5,4% a marzo) sta mettendo su un delicato crinale la  politica monetaria cinese.&lt;br /&gt;La decisione della Banca centrale di aumentare fino al 20,5% l’ammontare  dei fondi di riserva di liquidità delle banche (quarto aumento in pochi  mesi) è mirato a frenare la corsa (+37% in un quadrimestre) dei mutui  per l’acquisto di immobili. Si badi bene: la proprietà della casa era  stata esclusa ex lege per mezzo secolo dal sistema comunista.&lt;br /&gt;Ma non potrà che rallentare anche il vasto programma infrastrutturale  (servizi, trasporti, telecomunicazioni, strade, ferrovie, porti)  previsto dal governo di Pechino.&lt;br /&gt;Chissà. Forse questi problemi interni rallenteranno l’assalto cinese alle economie delle altre nazioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5227195166072852518-3799295967680010785?l=14cina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://14cina.blogspot.com/feeds/3799295967680010785/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/04/cina-co.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/3799295967680010785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/3799295967680010785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2011/04/cina-co.html' title='Cina &amp; Co.'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5227195166072852518.post-2489849117260663181</id><published>2010-12-23T06:23:00.000-08:00</published><updated>2010-12-23T06:26:36.138-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Europa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='esteri'/><title type='text'>La Cina sosterrà l'eurozona</title><content type='html'>&lt;div style=""&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Articolo tratto da PeaceReporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dragone sosterrà il pacchetto di  aiuti del Fondo monetario. Il vecchio continente riveste un ruolo  importante per gli investimenti cinesi&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25863/La+Cina+frena+sul+mattone" target="_blank"&gt;&lt;img style="float: right; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/41/417/4174/41743.jpg" alt="" width="290" height="155" /&gt;Pechino&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;verrà incontro alle esigenze dell'&lt;strong&gt;eurozona&lt;/strong&gt;, sostenendo il pacchetto di aiuti finanaziari del &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25475/Crisi+economica+e+sovranit%E0+limitata" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Fondo Monetario Internazionale&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo è quanto riferito, durante un incontro con i giornalisti, da &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/24421/Usa%2C+approvata+legge+protezionista+anticinese" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Jiang Yu&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, portavoce del ministero degli esteri del governo del Dragone, argomentando che l'Europa è una delle &lt;strong&gt;aree di maggiore afflusso&lt;/strong&gt; degli investimenti cinesi. Le dichiarazioni di Jiang Yu seguono le affermazioni del vicepremier &lt;strong&gt;Wang Qishan&lt;/strong&gt; di martedì scorso sulla necessità di stabilizzare economicamente il vecchio continente.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5227195166072852518-2489849117260663181?l=14cina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://14cina.blogspot.com/feeds/2489849117260663181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2010/12/la-cina-sosterra-leurozona.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/2489849117260663181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5227195166072852518/posts/default/2489849117260663181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://14cina.blogspot.com/2010/12/la-cina-sosterra-leurozona.html' title='La Cina sosterrà l&apos;eurozona'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
